10 settembre 2013 - Ieri sera, presso la Sala Consiliare del
Comune di Tirano si è tenuta l'Assemblea della Fondazione Camagni con i
delegati dei Comuni appartenenti.
La vicenda che vede al centro la vendita dell'ex Cinema
Italia da parte della Fondazione Camagni ha fatto un piccolo passo
avanti. La linea che è emersa durante la conclusione
dell'assemblea è orientata alla richiesta di un parere legale per
decidere come proseguire nei confronti dell'imprenditore tiranese Giandomenico Ciapparelli.Due sono, principalmente, le questioni di stallo per la stipula di un contratto definitivo:
- l'imprenditore chiede la liberazione dello stabile, (liberazione che però non viene menzionata né nel pre-contratto né nel bando) da parte dell'unico negozio rimasto; tale occupazione, però, sarà effettiva fino al 2018 in quanto il contratto, per colpa di una grave omissione del precedente comitato, è stato tacitamente rinnovato.
- l'attribuzione del mandato del Piano Integrato della sala (che, per quanto stabilito nel precontratto, deve essere acquistata dalla Fondazione) all'imprenditore Ciapparelli, attribuzione avvenuta da parte dell'ex presidente della Fondazione Clotildo Parigi a insaputa del Comitato. Con la caduta del vecchio Comitato è stato revocato il mandato: Ciapparelli e il suo avvocato hanno risposto con una richiesta di danni di 46.000 euro.
Secondo il parere dell'ex presidente Parigi, che ha abbandonato l'assemblea facendo mancare il numero legale prima della votazione sulla richiesta del parere legale (che comunque rimane la linea del Comitato della Fondazione), il problema, che ostacola la conclusione del contratto, sarebbe il Comune di Tirano: "Il Comune - ha detto - deve esporsi alla luce del sole con un Piano Attuativo e dire cosa vuol fare dell'ex Cinema Italia, abbandonando le stanze chiuse e segrete".
Al di là di tutto, il parere legale, che sarà dato da un avvocato che non è ancora stato individuato, servirà a scegliere una di queste strade:
- l'annullamento del bando, con il rischio di aprire un contenzioso legale con Ciapparelli.
- La conclusione del contratto così come richiesto dall'imprenditore; una soluzione però rifiutata dalla linea comune della Fondazione e che comunque richiederebbe di aspettare fino ad almeno il 2018;
- una mediazione che riesca a mettere tutti d'accordo; decisamente la soluzione più remota.
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