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sabato 19 ottobre 2013

LAV REPLICA AL CACCIATORE: E' UNA QUESTIONE MORALE

18 ottobre 2013 - Gentile Signor Zampatti, abbiamo letto la sua risposta al nostro comunicato stampa e ci siamo permessi di estrapolare alcuni punti ai quali ribattere. Lei è A noi siamo B. (Lega Anti Vivisezione Sondrio)

A) Di tre specie al mondo sono gli ignoranti: il primo che non sa, il secondo che non vuol sapere ed il terzo che pretende di sapere!
B) Socrate  professò sempre la propria ignoranza in contrapposizione a coloro che continuavano a sostenere di essere sapienti. Quindi a coloro che asserivano di "spiegare la Verità."
Socrate in loro risposta affermò che, essendo conscio della propria ignoranza, egli era più saggio di coloro che, essendo ignoranti, continuavano a professare la propria sapienza. Tutti noi abbiamo dei limiti nella conoscenza,tutti "ignoriamo" qualcosa quindi tranquillamente ci posizioni pure al primo posto nella categoria da lei stilata. La vita è lunga e abbiamo umilmente il tempo di imparare. L'importante è non essere al secondo o peggio al terzo posto della graduatoria da lei stilata.
A) Io sono un grandissimo amante della natura e la rispetto il più possibile.
B) Il significato etimologico della parola rispetto è il seguente: "sentimento e comportamento informati alla CONSAPEVOLEZZA DEI DIRITTI E DEI MERITI ALTRUI." Perdoni ma fatichiamo parecchio a credere che con un fucile in mano si possa assolvere a tale obbligo. Perché, non dimentichiamo, il rispetto dei diritti altrui è il simbolo ovvero la "tessera di riconoscimento" di una civiltà. Noblesse oblige. Obbligati quindi non esentati ad essere migliori, proprio in virtù del fatto che siamo Uomini. E le armi, invece sono il simbolo, ovvero la "tessera di riconoscimento" di quel sentimento e comportamento che è la violazione del rispetto.. Quale nobiltà vi è nell'atto di uccidere? .Idem per la parola amore. Pedoni, ma fatichiamo parecchio a credere che si possa parlare di amare la Natura decretando la fine della vita di qualcuno che appartiene alla Natura.
A) Quindi se io ho 130 cervi e ne abbatto 30 attingendo a tutti i sessi e le classi d'età, per non alterare la sex ratio naturale, il seguente anno avrò ancora 100 cervi! Questa è scienza e non può essere messa in discussione da nessuno e in nessun modo!!!
B) Ha ragione nell'asserire che la matematica è una disciplina che non ammette discussioni. Infatti se da 130 biglie colorate ne togliamo 30 possiamo giocare solo con 100 biglie colorate. Infatti se da 130 cervi ne uccidiamo a fucilate 30 possiamo avere ancora da uccidere 100 cervi, ossia 100 esseri viventi. Esseri viventi, come lo è lei Signor Zampatti come lo siamo noi. Non biglie colorate. Non cambiano certamente i fattori matematici , sempre 100 in ambo i casi rimangono, mutano però le regole della convivenza civile tra gli esseri viventi.
A) Purtoppo queste cose non vengono dette da quegli attaccabrighe degli animalisti o presunti tali. Io sono un cacciatore e ne vado fiero! Non faccio parte di quella schiera di gente che credono che la bistecca cresca spontaneamente nel frigor del supermercato. Non è forse più crudele allevare animali in gabbie strettissime, farli ingrassare il più possibile e ucciderli senza che abbiano mai visto nemmeno la luce del sole? Ma questo ai nostri "amici" della Lav non interessa perchè il pollo non lo vedono durante le loro passeggiate "ecologice" e non gli fa pena. Loro vorrebbero degli animali finti, semiaddomesticati da poter vedere facilmente magari dal finestrino del loro suv, senza sapere cosa è veramente la natura!
B) E noi siamo fieri di essere definiti "attaccabrighe". Da persone "LIBERE intellettualmente NON sottostiamo a diktat fuorvianti perché celebrati e vissuti come atti filantropici. "Caccia selettiva o intelligente" ad esempio. A profano parrebbe una appendice più nobile della caccia aperta. Quasi la caccia selettiva rifulgesse di aureola di santità, quasi a voler dimostrare che sia una "benedizione" per la Natura sulla quale si posa magnanima e dispensatrice di proiettili panacea a tutti i suoi mali. Fieri di essere quindi "attaccabrighe" se siamo riusciti a conservare nonostante gli attacchi esterni la capacità di raziocinio e di critica. Penso che alcuno possa credere che la bistecca cresca spontaneamente nei frigor. Tutti coloro che mangiano la bistecca sanno perfettamente che non cresce nei frigor ma è un pezzo di quello che un giorno è stato un essere vivente. Le diamo atto di provare empatia verso i poveri animali costretti nelle gabbie per tutta la loro misera esistenza prima di diventare cibo per altri animali che si auto considerano più evoluti solo perché umani. Ma vede, caro Signor Zampatti, probabilmente lei non ci conosce affatto altrimenti non avrebbe decretato che a noi il "pollo non interessa". Noi semplicemente il pollo non lo mangiamo, come non mangiamo il vitello, la mucca il pesce o il maiale. Per noi quindi non esisterebbero le gabbie che lei giustamente imputa privare della libertà e della luce del sole . A noi il pollo "interessa" eccome, si informi sulle nostre battaglie a suo favore. Ma non creda potremmo mai accettare l'idea che la caccia possa essere considerata degna di una società civile ed evoluta solo perché gli animali prima di soccombere sotto i colpi dei fucili hanno gustato un periodo di libertà. Quasi fosse un atto di clemenza che l'uomo concede all'animale e non sia invece suo diritto inalienabile nascere , vivere e morire di morte naturale. Il suo mostrare afflizione per gli animali richiusi nelle gabbie si rivela invece essere un tentativo di esorcizzare tutta la carica di slealtà, tradimento e sopraffazione che comporta la caccia. Sia definita libera o selettiva.
A) Io credo che noi cacciatori, che da recenti sondaggi siamo appoggiati dal 56% della popolazione, dovremmo fare un sciopero della caccia di un lustro e allora sì che ci verrebbe riconosciuta la nostra importanza ed il nostro ruolo nella natura, quando tutti vedrebbero cosa significa lasciare incrementare la fauna senza un controllo selettivo da parte nostra.
B) Ci permetta di verificare il dato del 56% a vostro favore. Siamo "ignoranti" in materia e non contestiamo tale dato, anche se ci sembra un tantino elevato. Non è che per caso quel 56% di favorevoli alla caccia sia costituito dai produttori di fucili, proiettili, custodie per fucili, portacolpi, foderi, gambali, sacche,zaini ?
E non può che suscitare la nostra approvazione la sua proposta di astensione dalla caccia per un lustro. Pensi che meraviglia!
Nel ringraziarla per aver generato questo scambio di vedute, ci permettiamo di salutarla con queste esemplari parole di Lev Tolstoj "È poco probabile che fra i cacciatori se ne trovi uno che non provi, almeno per una volta, un principio di pietà per una delle sue vittime, ma che pure ogni volta non cerchi di respingere un tal sentimento considerandolo come una debolezza. Ed è così che è schiacciato il bocciolo appena schiuso della pietà, da cui potrebbe germogliare e fiorire quel sentimento più elevato e più perfetto, che è l'amore. In questo costante suicidio morale è il male supremo della caccia."
Stefania Sbarra
LAV Sondrio

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