2 ottobre 2013 - E’ morto ieri, dopo una lunga malattia
affrontata con serenità e coraggio, Marcello Andreola (Mario
all’anagrafe).
La sua famiglia era legata al santuario da un antico
rapporto (più di un avo era stato sagrestano e la madre, una De Piaz,
era cugina di padre Camillo; fra gli antenati anche un cocchiere
dell’albergo che aveva sede nel palazzo San Michele).La piazza della Basilica era da sempre il suo habitat e quindi non gli piaceva che fossero divenute illeggibili per la perdita del colore le scritte incise su due lapidi storiche poste sulla facciata del San Michele. Si tratta delle iscrizioni che indicano l’altitudine della località sul livello del mare e l’esatta lunghezza del braccio e del metro poste dopo l’unità d’Italia in tutti i Comuni della valle e nei luoghi delle maggiori fiere.
Per vedere realizzato il suo desiderio, dopo avere ottenuto il permesso del Comune e il nulla osta della Soprintendenza, aveva deciso di assumere la spesa. La morte gli ha impedito di vedere attuato il suo desiderio, ma con un gesto delicato, Mario Moschini, al quale aveva conferito l’incarico, lo ha fatto realizzare questa mattina, così che il desiderio di Marcello fosse attuato prima dei suoi funerali.
Nessun commento:
Posta un commento