Per dovere di cronaca riportiamo prima di tutto un grave problema che ha coinvolto tutti gli attori: una mancanza generale di comunicazione, su tutti i livelli. Dal cittadino, che non sapeva le informazioni basilari (per esempio il costo delle degustazioni), alle cantine, informate sul da farsi solo all'ultimo momento, fino ai commercianti, che hanno ricevuto materiale e informazioni dettagliate solo il giorno prima (giovedì).
Sempre a livello comunicativo, da segnalare la pressoché totale mancanza di contatti, prima e dopo l'evento, con le realtà commerciali locali per condividere idee, spunti o riflessioni. Molti imprenditori hanno avuto l'impressione di “essere stati abbandonati” oppure che lo Sforzato Exhibition fosse l'evento “di qualcun altro e non della città di Tirano”.
Molto ricettiva sul problema Emanuela Zecca che, insieme ad un grafico e a Monica Manoni del Comune di Tirano, si è occupata dell'organizzazione dell'evento solo ad inizio agosto.”Effettivamente – ha ammesso – andava curata di più la comunicazione: avrei voluto, certamente, comunicare e condividere di più l'evento con i commercianti, ma l'organizzazione dell'evento, essendosi trattata di una prima, è stata molto impegnativa e non ci ha permesso di fare tutto quello che avremmo voluto: gli sforzi maggiori – ha aggiunto – sono stati concentrati nella comunicazione verso l'esterno della provincia di Sondrio. Per l'anno prossimo – ha assicurato – , se l'evento si rifarà, ci saranno sicuramente delle basi consolidate su cui partire e quindi ci sarà maggiore disponibilità di tempo”.
A livello economico un certo grado di soddisfazione è stato riscontrato nei ristoranti e nei bar del centro storico che, soprattutto il sabato, hanno lavorato in modo positivo. Praticamente nessun riscontro, invece, è stato registrato da parte degli alberghi e dei bed&breakfast. Praticamente nessun riscontro economico neanche da parte dei negozi del centro storico e delle attività al di fuori di esso, tant'è che, probabilmente a torto, non sono stati coinvolti in nessun modo all'iniziativa: la maggior parte non ha ricevuto neanche il materiale informativo, se non all'ultimo momento.
Affrontato il problema principale, unanime, invece, è stato il consenso intorno, soprattutto, alla due giorni (venerdì e sabato) di degustazioni: tutti d'accordo sulla straordinaria bellezza del centro storico, sulla scelta azzeccata degli stand e sulla qualità dell'evento. In molti hanno sottolineato l'eleganza (ottimo vino e musica di qualità) e la presenza di “bella gente”, tant'è che non è stato registrato nessun atto vandalico o cose di questo genere. Altro messaggio positivo, a coronare la riuscita dello Sforzato Exhibition, è stata la presenza di tutte le Case Vinicole, prima volta in assoluto. E i numeri, per essere stata la prima edizione, non sono stati niente male: circa 1.000 bicchieri venduti, calcolando, per esempio, che un'affermata Calici di Stelle a Sondrio ne fa 1.300.
Pressoché unanime la considerazione sull'investimento di circa 100.000 euro: saranno soldi spesi bene se lo Sforzato Exhibition si ripeterà nei prossimi anni diventando un punto di riferimento per la provincia di Sondrio e non solo. Solamente la ripetizione dell'evento, infatti, consentirà di ammortizzare i costi e di avere un riscontro economico e turistico, in termini di immagine, per la Città di Tirano.
ALCUNI SUGGERIMENTI PRATICI
Alcuni suggerimenti sono stati lanciati dagli operatori e dagli utenti dello Sforzato Exhibition:
- a fronte di un coinvolgimento assodato delle persone del luogo (già affermato, per esempio, con i vecchi “Autunni Tiranesi”) è stata suggerita una maggiore promozione al di fuori del territorio provinciale.
- E' stato segnalato da molti utenti la scarsità di stuzzichini presso gli stand; da più parti è stato auspicato un coinvolgimento dei ristoratori locali, in modo da non penalizzare, ma anzi di promuovere, la loro attività.
- La distribuzione del bicchiere in un luogo parecchio distante dallo stand che vendeva i biglietti ha creato alcune difficoltà, soprattutto per gli utenti stranieri che non hanno trovato un supporto che potesse parlare la loro lingua o quantomeno l'inglese.
- L'offerta, vista l'importanza alcolica del vino e delle tasche dell'utente, potrebbe essere diversificata: per esempio 4 calici (in alternativa agli 8) oppure anche un singolo calice.
- Da un intenditore è stata fatta notare la scarsa frequenza dei proprietari nelle degustazioni dei propri vini, fatto che avrebbe arricchito ulteriormente l'esperienza.
Marco Travaglia
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