Tra Chiuro e Berbenno, lungo la mezza costa del versante retico valtellinese, ci sono tesori da scoprire, paesaggi da ammirare ed esperienze da vivere: sarà possibile farlo seguendo la Via dei Terrazzamenti, uno dei progetti più qualificanti del Distretto Culturale della Valtellina, promosso dalla Provincia nell’ambito dei Distretti culturali di Fondazione Cariplo e gestito dalla Fondazione di Sviluppo Locale, di cui sabato 26 ottobre si inaugura il primo tratto con una grande festa itinerante, aperta a tutti, che propone un variegato programma di appuntamenti tra cultura, natura ed enogastronomia.
Staffetta non competitiva con testimonial famosi, degustazione di prodotti tipici, passeggiate e pedalate alla scoperta dei vigneti e degli antichi borghi, ma anche visite guidate per conoscere storia e arte, oltre alla musica sono soltanto un assaggio del programma ormai definitivo.
“Per il nostro territorio si tratta di una tappa decisiva lungo il percorso della valorizzazione delle nostre peculiarità e della divulgazione dell’identità locale – sottolinea l’assessore provinciale alla Cultura Costantino Tornadù –: come Provincia ci auguriamo che i primi fruitori di quella che consideriamo una straordinaria opportunità per conoscere quanto di bello la Valtellina offre siano i nostri convalligiani, ma è indubbio che la Via dei Terrazzamenti rappresenti un’importante risorsa soprattutto in chiave turistica”.
Il progetto nella sua interezza, che vede quali partner le Comunità Montane di Morbegno, Sondrio e Tirano e la Strada del Vino, prevede un percorso di circa sessanta chilometri, da Morbegno a Tirano, dal ponte di Ganda alle vie storiche svizzere, ad una quota compresa tra i 300 e i 700 metri, che potrà essere fruito sia integralmente sia per tratti tra loro collegati con mezzi pubblici, anche da persone con differente abilità. Gli edifici d’interesse sono centinaia per un’offerta culturale di altissima qualità che ben si integra con quella paesaggistica. Prezioso è stato il contributo fornito dalle associazioni storico-culturali, Ad Fontes e Società Storica Valtellinese, e dal Museo Valtellinese di storia e arte di Sondrio, nell’attività di ricerca e di presentazione dei beni architettonici di maggior pregio.
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