Il Comune di Tirano ha assegnato quest’anno la Riconoscenza Civica a due cittadini benemeriti prescelti dall’apposita Commissione consiliare fra le candidature pervenute. La consegna avrà luogo alle 11.00 di lunedì 11 novembre nella Collegiata di San Martino dopo la messa della festa patronale. I destinatari del riconoscimento sono l’on. Dino Mazza e l’imprenditore Giancarlo Perego con le seguenti motivazioni.
A Giancarlo Perego, che per la gran parte di un intero secolo è stato a capo dell’azienda di famiglia che ha saputo guidare nel suo sviluppo con straordinaria saggezza, umanità e capacità imprenditoriale portandola a costituire un emblema e un vanto cittadino.
A Dino Mazza per l’affezione costante alla città, alla cui amministrazione ha contributo e per l’apporto all’arricchimento storico culturale della comunità, concretatosi anche nella devoluzione al Comune del patrimonio del Lascito Foppoli, in questo assecondando l’impulso generoso e lungimirante del padre Mario Camillo.
Il riconoscimento consiste in una piccola pietra di marmo locale con inciso il nome del premiato e la scritta “la città riconoscente, Tirano, San Martino 2013”. Forma e materiale fanno riferimento alle pietre dei grandi terrazzamenti delle vigne che caratterizzano il nostro paesaggio agrario, non meno che a quelle delle costruzioni: dai muri della basilica a delle fortificazioni sforzesche, alle torri e ai castelli, alle case, agli argini dell’Adda e del Poschiavino. In sostanza alla costruzione della città “pietra su pietra”. L’Amministrazione comunale affida a queste simboliche pietre il compito di rappresentare la riconoscenza civica ai cittadini che con la testimonianza di vita, le attività e le iniziative, hanno concorso alla “costruzione” della Tirano di oggi e di domani.
La Commissione ha anche valutato la proposta pervenuta per il conferimento della Riconoscenza Civica “alla memoria” al sacerdote brusiese don Sergio Giuliani che, all’indomani della seconda guerra mondiale, quando il Comune di Tirano (che è il proprietario dell’antica chiesa di san Remigio annessa al Santuario sita sui monti della Val Poschiavo), non era in grado di provvedere con l’urgenza necessaria ai restauri dell’edificio, promosse e guidò un comitato che vi provvide raccogliendo fra la popolazione il denaro necessario.
In tal modo don Giuliani sottrasse il monumento al progressivo degrado cui era destinato, dando un alto esempio di concretezza, generosità e di capacità degli uomini di buona volontà, di guardare a ciò che conta e che unisce, come la comune appartenenza di quella chiesa alla storia e alla vita delle popolazioni tiranese e valposchiavina. Purtroppo il regolamento, che limita la concessione della benemerenza a persone nate o residenti a Tirano, ha impedito alla commissione di accogliere la proposta, come avrebbe unanimemente voluto. Rimane il valore ideale di questa volontà che moralmente equivale al riconoscimento e permette di ricordare con gratitudine la bella figura di don Sergio Giuliani.
Nessun commento:
Posta un commento