Mi rendo conto che quanto espongo susciterà qualche “malumore”, ma lo evidenzio con spirito di doverosa e corretta informativa, soprattutto a beneficio di quei miei concittadini che magari non hanno approfondito la questione.
Inizio con alcune doverose premesse. Il Decreto Legge sulla “Spending-Review” n. 95 del 06 luglio 2012 ha individuato le Funzioni Fondamentali dei Comuni e le modalità di esercizio associato di Funzioni e Servizi Comunali tramite L’UNIONE DEI SERVIZI o LE CONVENZIONI. La proposta fusione dei Municipi, invece, rappresenta una diversa opportunità di modifica degli assetti statutari degli Enti, certamente molto più “radicale”.
I Comuni sotto i mille abitanti come il nostro, nonostante quanto si vada spesso a ripetere, non sarebbero comunque soggetti all’applicazione del Patto di Stabilità a partire dal prossimo 2014 e di conseguenza non avrebbero grossi vincoli nella ripartizione delle proprie spese di bilancio. Pertanto, alla luce di quanto premesso, il nostro Ente, a partire dal prossimo 2014, avrà l’obbligo minimo di convenzionarsi con altri Enti per l’esercizio in forma Associata delle nove funzioni fondamentali (gestione finanziaria e contabile, organizzazione dei servizi pubblici, catasto, pianificazione urbanistica ed edilizia, attività di pianificazione protezione civile e coordinamento primi soccorsi, organizzazione e gestione servizi di raccolta e smaltimento rifiuti, servizi sociali, edilizia e servizi scolastici, polizia municipale), con la sola esclusione dei servizi e compiti in materia anagrafica, servizi elettorali e la tenuta dei registri di Stato Civile.
Fatte queste premesse, veniamo ai fatti.
A fine 2012, in seguito delle risultanze di uno studio commissionato e pagato dalla Comunità Montana alla Società di Servizi “Studio Delfino & Partner”, avevamo intrapreso un percorso di iniziazione alla Gestione Associata delle funzioni Fondamentali, convenzionandoci con altri Enti per la gestione delle Funzioni Catasto e Protezione Civile, dando peraltro continuità ad altre gestioni associate in essere con
l’Ente Mandamentale ed altri Comuni quali: Ufficio Tecnico Comunale e Servizi Sociali.
A fine 2012, in seguito delle risultanze di uno studio commissionato e pagato dalla Comunità Montana alla Società di Servizi “Studio Delfino & Partner”, avevamo intrapreso un percorso di iniziazione alla Gestione Associata delle funzioni Fondamentali, convenzionandoci con altri Enti per la gestione delle Funzioni Catasto e Protezione Civile, dando peraltro continuità ad altre gestioni associate in essere con
l’Ente Mandamentale ed altri Comuni quali: Ufficio Tecnico Comunale e Servizi Sociali.
Da inizio 2013 ci siamo attivati per proporre il completamento delle altre mancanti, ma con nostro rammarico non abbiamo riscontrato la volontà politica di adesione alla proposta da parte di altri piccoli Enti, i quali sono risultati successivamente essere fra i promotori della Fusione. Ci rammarica anche l’atteggiamento della Comunità Montana, la quale doveva a nostro avviso proporsi quale Ente promotore dell’Unione dei Servizi, essendo essere la stessa, per statuto, “Una Unione dei Comuni”.
Al riguardo, qualora l’Ente Mandamentale avesse promosso una gestione completa dei servizi ai Comuni del mandamento, non avremmo esitato in alcun modo ad aderire all’iniziativa con spirito di estrema convinzione e collaborazione, come alla stessa stregua nel caso avessimo trovato la partecipazione di qualche piccolo Comune a noi prossimo (Lovero, Tovo S. Agata e Vervio). Ad un certo punto è parso di aver trovato un accordo con alcuni dei “piccoli”, ma invece le premesse sono di colpo svanite, per certi versi in maniera a noi ancora molto poco chiara.
Per contro, al processo di fusione siamo stati interessati soltanto all’ultimo, “a giochi fatti”, senza alcuna possibilità di intavolare una discussione costruttiva sulla valutazione dei potenziali benefici e delle numerose problematiche di processo. Ma certamente, non per questo motivi, non abbiamo aderito. Non l’abbiamo fatto perché:
- Riteniamo il processo di Fusione essere un passo Amministrativo al quale non siamo assolutamente preparati, credendo fermamente nella politica dei piccoli passi, che a nostro avviso risulta essere più idonea allo scopo di conseguire gli standard di efficacia ed efficienza dei servizi.
- Restiamo fermamente convinti che a breve/medio termine la gestione associata tramite Convenzioni possa rappresentare meglio le nostre esigenze e nel contempo ci consenta di valutare la potenzialità di nuove sinergie che si verranno a creare con gli Enti partecipanti, non escludendo in futuro di poter ampliare le nostre visioni tramite una completa Unione dei Servizi.
- Nell’attuale ottica di operare in regime di convenzione dei servizi è evidente anche ai più disinformati che i cittadini di Sernio gravitano più su Tirano che non su Grosotto o Mazzo, perché la nostra Comunità è certamente più organica e legata al Tiranese, essenzialmente per ragioni di vicinanza, comodità e consolidata prassi di fruizione numerosi servizi presso essa.In buona sostanza, ai nostri abitanti risulta essere più comodo ed agevole rivolgersi a sportelli decentrati nel Tiranese, che non ad altri più scomodi della media Valle.
- Non ci piace l’iter amministrativo propedeutico all’eventuale Decreto Regionale di scioglimento Municipi ed istituzione nuovo Ente perché vogliamo che siano esclusivamente i nostri cittadini di SERNIO a decidere di fondersi o meno. Questo pronunciamento deve avvenire prima di una consultazione referendaria che li “intrappola”, condizionando l’esito della loro decisione a quella di altri Enti le cui cifre elettorali sono ben maggiori della nostra e che certamente influenzano in maniera incondizionata il procedimento consultivo nella sua interezza. Il Futuro di SERNIO deve essere in mano ai SOLI SUOI Cittadini!
- Non ci piace essere vincolati ad altri nelle nostre scelte Amministrative. Nell’eventuale ipotesi di costituzione di un nuovo Consiglio Comunale Municipale, dopo la Fusione, non avremmo avuto alcun peso. Di più, la stessa nuova figura del “Pro-Sindaco”, senza alcun diritto di voto in Consiglio, ci pare francamente essere non propriamente “garante” dei nostri specifici obiettivi.
- Tra le probabili conseguenze della fusione ci sarebbe anche quella di unificare le aliquote dei tributi, ossia tasse ed imposte di competenza Comunale. Nel caso di un nostro assenso al progetto non saremo assolutamente certi che le stesse vengano mantenute, ma anzi probabilmente sarebbero “ritoccate al rialzo”, anche perché fin d’oggi i nostri residenti non pagano l’addizionale Comunale sull’IRPEF e le aliquote IMU, TARES sono decisamente basse rispetto alla media. Nel caso di sola Convenzione dei Servizi, ogni Ente ha assoluta potestà finanziaria sul proprio territorio. La gestione in forma associata dei servizi è un passaggio obbligato per rispondere a nuove e legittime esigenze di miglioramento efficacia ed efficienza della Pubblica Amministrazione; nel nostro piccolo crediamo di poterle perseguire con metodi e criteri alternativi alla Fusione.
Ai Cittadini dei Comuni interessati dal prossimo referendum del 01.12.2013, auguro di poter scegliere il meglio. Qualora decidessero di fondersi, auspico vivamente che una consistente quota del contributo fusione possa essere adoperata per ridurre le imposizioni fiscali a carico delle proprie utenze e non per altri investimenti poco opportuni.
Con Viva Cordialità.
IL SINDACO DI SERNIO
Claudio Contessa
Claudio Contessa
Nessun commento:
Posta un commento