Considerando che il Decreto Legge dell’esecutivo Monti è stato dichiarato incostituzionale della Corte Costituzionale con sentenza 220/2013, la discussione è tornata di estrema importanza con la formazione del Governo Letta. Il dibattito sull’abolizione delle 107 province italiane ( escluse Trento, Bolzano e Aosta ) è sfociato nell’ormai famoso Disegno di Legge Delrio presentato alla Camera dei Deputati lo scorso 20 agosto.
Di fatto il DDL Delrio prevede l’abolizione degli enti territoriali e la loro successiva trasformazione in enti di secondo livello. Questo, in prima istanza, comporta la non eleggibilità da parte dei cittadini del Presidente e del Consiglio e comporta altri cambiamenti istituzionali che ancora non sono stati definiti all’interno del DDL “Svuota province”.
Nelle ultime settimane, lo stesso Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Graziano Delrio ha chiesto a gran voce che il Decreto possa essere urgentemente discusso ed approvato. Se così non fosse, sempre secondo le parole del Ministro, nella prossima primavere si correrebbe il serio rischio di veder andare alle urne ben l’80% delle province italiane con le attuali modalità elettive.
Delrio, definisce questa eventualità una beffa, considerando che del tema abolizione province se ne parla da almeno trent’anni.
Nelle ultime settimane, lo stesso Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Graziano Delrio ha chiesto a gran voce che il Decreto possa essere urgentemente discusso ed approvato. Se così non fosse, sempre secondo le parole del Ministro, nella prossima primavere si correrebbe il serio rischio di veder andare alle urne ben l’80% delle province italiane con le attuali modalità elettive.
Delrio, definisce questa eventualità una beffa, considerando che del tema abolizione province se ne parla da almeno trent’anni.
A sostegno del DDL il Ministro parla di cifre asserendo che con l’abolizione di questi enti territoriali si risparmierebbero, con i costi per il personale politico, 110 milioni di euro.
A questi andrebbero sommati i due miliardi per le funzioni generali, con questo risparmio si arriverebbe ad avere un tornaconto già tra una anno o un anno e mezzo.
A questi andrebbero sommati i due miliardi per le funzioni generali, con questo risparmio si arriverebbe ad avere un tornaconto già tra una anno o un anno e mezzo.
Di recente però è emerso anche il giudizio dell’Audizione sul provvedimento che dovrebbe portare all’abolizione delle province. La Sezione Autonomie della Magistratura Contabile ha asserito che emergono basse possibilità di risparmio per gli enti; inoltre, se il DDL dovesse entrare in vigore a tutti gli effetti si verrebbe a determinare il rischio di una confusione amministrativa nel periodo, non ben definito, della transizione.
Inoltre perplessità vengono espresse nell’impianto di redistribuzione delle competenze. La stessa corte arriva a conclusione dichiarando che appare del tutto azzardato affermare che il passaggio delle funzioni abbia un impatto economicamente del tutto nullo sulle casse dello Stato.
Inoltre perplessità vengono espresse nell’impianto di redistribuzione delle competenze. La stessa corte arriva a conclusione dichiarando che appare del tutto azzardato affermare che il passaggio delle funzioni abbia un impatto economicamente del tutto nullo sulle casse dello Stato.
Sulla delicata tematica è intervenuto più volte anche il Presidente della Provincia di Torino e Presidente dell’UPI ( Unione Province Italiane ) Antonio Saitta. Secondo il numero uno dell’UPI, una discussione il più possibile costruttiva sul tema deve partire innanzitutto da dove era rimasto il Governo Monti, ovvero occorre parlare di accorpamenti ma non di abolizioni.
Saitta inoltre ritiene che le province siano le istituzioni più adeguate per dare identità e governo a vaste aree, asserendo con chiarezza che sia il Presidente che il Consiglio delle province devono essere elette dai cittadini.
Saitta inoltre ritiene che le province siano le istituzioni più adeguate per dare identità e governo a vaste aree, asserendo con chiarezza che sia il Presidente che il Consiglio delle province devono essere elette dai cittadini.
Nella visita di Delrio a Sondrio lo scorso 7 ottobre, tutte le cariche amministrative, economiche, e sindacali si sono trovate concordi nel chiedere al Ministro la continuità istituzionale della nostra provincia con gli attuali criteri di eleggibilità. Lo stesso Ministro ha risposto alla platea di interlocutori che sul riconoscimento della provincia montana si può discutere, ma sulla conformazione del DDL no, in quanto questo rimane tale prevedendo l’abolizione delle province e la nascita di enti di secondo livello.
Vista la delicatezza dell’argomento, era d'obbligo sentire l’opinione anche del Presidente della Provincia di Sondrio e numero uno dell’UPL LOMBARDA Massimo Sertori (IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVISTA SARA’ PUBBLICATO SUL NUMERO DI DICEMBRE DE “IL TIRANESE SENZA CONFINI” IN EDICOLA SABATO 7 DICEMBRE). Sertori ha detto: “ Io sono favorevole a qualsiasi tipo di riforma purché questa avvenga in modo costruttivo e utile tanto per le istituzioni quanto per i cittadini.
Attualmente non esito a definire il DDL Delrio un pericoloso salto nel buio in quanto, se questo Disegno di Legge dovesse divenire attuativo, ci troveremo di fronte ad un vuoto istituzionale.
Attualmente non esito a definire il DDL Delrio un pericoloso salto nel buio in quanto, se questo Disegno di Legge dovesse divenire attuativo, ci troveremo di fronte ad un vuoto istituzionale.
Infatti, nel Decreto non sono contenute le fasi transitorie ovvero, l’insieme di norme che traghetteranno il passaggio dall’attuale ente ad un ente di secondo livello e quindi, ancor più grave, non eletto dal popolo come oggi avviene. Ritengo infatti importantissimo che la provincia continui a fare il suo lavoro con gli attuali criteri e le attuali forme di elezione del Presidente e del Consiglio; sono convinto di quest’ultima tesi, la ritengo un principio cardine sul quale non si può discutere.
Sto combattendo, stiamo combattendo, affinché la nostra provincia interamente montana venga considerata, assieme a Belluno, un ente territoriale che conservi le caratteristiche attuali, quindi , e lo ripeto, eleggibilità del Presidente e del Consiglio. Poi, ottenuto questo importante traguardo, potremmo con vigore iniziare a parlare di autogoverno, autonomia e rafforzamento dei rapporti con la vicina Svizzera e le province autonome di Trento e Bolzano.
Ribadisco con fermezza che la provincia di Sondrio al disotto dell’attuale livello non può scendere, si rischierebbe lo svuotamento del territorio e di tutte le peculiarità e valori che fino ad oggi questo ente territoriale ha rappresentato e che vuole continuare a rappresentare”.
Ribadisco con fermezza che la provincia di Sondrio al disotto dell’attuale livello non può scendere, si rischierebbe lo svuotamento del territorio e di tutte le peculiarità e valori che fino ad oggi questo ente territoriale ha rappresentato e che vuole continuare a rappresentare”.
LA QUESTIONE DEGLI ISTITUTI SUPERIORI
Uno degli effetti immediati dell’abolizione delle province è il trasferimento delle funzioni da provincia ai comuni delle competenze sugli istituti superiori.
Prendiamo ad esempio qualche numero: in Italia vi sono 7036 istituti superiori ed occupano 5000 stabili, ad oggi queste scuole sono gestite per intero dalle province; se il DDL dovesse andare in porto ben 1300 comuni italiani dovranno assumersi l’incarico della loro gestione economica.
In provincia contiamo 41 istituti superiori dislocati nei cinque comuni di mandamento.
Prendiamo ad esempio qualche numero: in Italia vi sono 7036 istituti superiori ed occupano 5000 stabili, ad oggi queste scuole sono gestite per intero dalle province; se il DDL dovesse andare in porto ben 1300 comuni italiani dovranno assumersi l’incarico della loro gestione economica.
In provincia contiamo 41 istituti superiori dislocati nei cinque comuni di mandamento.
La spesa che la provincia di Sondrio investe per il loro funzionamento è di 1.900.000 euro annui.
Per il comune di Tirano, con i suoi cinque istituti si parla di 280 mila euro, mentre per Sondrio, con le sue diciassette scuole superiori la cifra è di 660 mila euro.
Poche settimane fa il Presidente Sertori, sulla base delle dichiarazioni del Ministro Delrio, ha preso carta e penna ed ha detto ai sindaci di mandamento a quanto ammontano i costi delle scuole per i Comuni. Immediata la risposta del Sindaco di Sondrio Molteni, che ha sottolineato come questa funzione o passaggio da province a comuni creerebbe gravi buchi di bilancio.
Anche il nostro sindaco Pietro Del Simone, analizzata la cifra, ha posto l’attenzione su un altro fatto molto importante ovvero che questi soldi servono per la gestione ordinaria, non nascondendo serie e attuali preoccupazioni, che, sempre secondo Del Simone, potrebbero amplificarsi dal punto di vista economico, nel moneto in cui si dovrà intervenire sugli istituti con opere di natura straordinaria e quindi ben più costose.
Per il comune di Tirano, con i suoi cinque istituti si parla di 280 mila euro, mentre per Sondrio, con le sue diciassette scuole superiori la cifra è di 660 mila euro.
Poche settimane fa il Presidente Sertori, sulla base delle dichiarazioni del Ministro Delrio, ha preso carta e penna ed ha detto ai sindaci di mandamento a quanto ammontano i costi delle scuole per i Comuni. Immediata la risposta del Sindaco di Sondrio Molteni, che ha sottolineato come questa funzione o passaggio da province a comuni creerebbe gravi buchi di bilancio.
Anche il nostro sindaco Pietro Del Simone, analizzata la cifra, ha posto l’attenzione su un altro fatto molto importante ovvero che questi soldi servono per la gestione ordinaria, non nascondendo serie e attuali preoccupazioni, che, sempre secondo Del Simone, potrebbero amplificarsi dal punto di vista economico, nel moneto in cui si dovrà intervenire sugli istituti con opere di natura straordinaria e quindi ben più costose.
Anche su questo caso riportiamo le parole del Presidente della Provincia di Sondrio Sertori.
“C’è chi ha visto in questa mia azione una provocazione: per me non si tratta di questo in quanto ho semplicemente dato atto a quanto dichiarato da un Ministro della RepubblicaItaliana e come Presidente di un’istituzione come quella che rappresento, soprattutto legittimato con il voto dei cittadini, ho agito in tal senso facendo ciò che reputo il mio dovere. Chi mi accusato di fare terrorismo politico sbaglia nettamente.
“C’è chi ha visto in questa mia azione una provocazione: per me non si tratta di questo in quanto ho semplicemente dato atto a quanto dichiarato da un Ministro della RepubblicaItaliana e come Presidente di un’istituzione come quella che rappresento, soprattutto legittimato con il voto dei cittadini, ho agito in tal senso facendo ciò che reputo il mio dovere. Chi mi accusato di fare terrorismo politico sbaglia nettamente.
Quanto abbiamo sin qui riportato è solo un’estrema sintesi di quanto è emerso in queste settimane. In questa sede abbiamo deciso di promuovere un sondaggio per comprendere se le persone e i cittadini sono favorevoli o meno all’abolizione di questo ente territoriale. Le risposte possibili sono:
- La Provincia di Sondrio è giusto che venga abolita
- Sono favorevole al mantenimento di questo ente territoriale con le attuali funzioni e con la possibilità, mediante il voto elettorale, di poter continuare ad eleggere il Presidente e il Consiglio
- Non so.
Entro quindici giorni a partire dalla data di pubblicazione, vi chiediamo di esprimere il vostro parere (CLICCA QUI); al termine i risultati verranno resi noti.
Ivan Bormolini e Marco Travaglia
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