Tangenziale di Morbegno a due o a quattro corsie? «Che sia il tavolo tecnico competente, Anas in primis, a pronunciarsi sulla fattibilità della variante e sulle conseguenze di continuare col progetto originario oppure variarlo». La Fai/Conftrasporto della provincia di Sondrio, attiva all’interno dell’Unione e presieduta da Matteo Lorenzo De Campo, interviene così sul tema della viabilità riportato all’attenzione in questi giorni dal rinfocolarsi del dibattito tra chi invita a rivedere il progetto per introdurre le quattro corsie in luogo delle due previste e chi, invece, per diverse ragioni è contrario a questa ipotesi.
«Innanzitutto, siamo riconoscenti – spiega De Campo – verso tutti coloro che ai vari livelli si sono adoperati per ideare e far approvare il progetto: a loro va riconosciuto il merito di tutto il lavoro fatto finora con l’obiettivo di migliorare la nostra viabilità in uno dei suoi punti più critici. Ragioni legate alle risorse finanziarie disponibili e ai tempi di realizzazione hanno a suo tempo fatto propendere per le due corsie. Oggi sentiamo e leggiamo pareri diversi che sembrano rimettere in discussione sia l’economicità dell’opera sia la sua sicurezza strutturale. Pertanto, chiediamo che a esprimersi siano innanzitutto i tecnici che hanno le conoscenze e le competenze per fare chiarezza su quale sia la reale situazione geologica e burocratica dell’opera, così da permettere alla nostra comunità di prendere la migliore decisione».
«È evidente – aggiunge il presidente Fai – che l’opzione delle quattro corsie è quella più interessante sia per questioni di percorribilità, dell’ambiente montano e anche della sicurezza stradale e anche noi autotrasportatori, quando siamo stati interpellati a suo tempo in merito al progetto, lo abbiamo evidenziato con chiarezza. Saremmo, pertanto, estremamente favorevoli a questa ipotesi, anche a costo di un ritardo di qualche mese nella consegna dei lavori. Detto ciò, occorre capire se è davvero possibile cambiare in corso d’opera o se questo possa comportare dei rischi, come un eccessivo allungamento dei tempi di realizzazione o addirittura la perdita delle risorse già stanziate e quindi la vanificazione dell’opera: nelle condizioni così precarie della nostra viabilità non ci possiamo certo permettere di perdere la tangenziale di Morbegno».
«Siamo inoltre lietissimi di sentire – conclude De Campo –che ci sono possibilità che Tirano inizi ben prima del previsto i lavori per la sua tangenziale: anche se a livello ipotetico, pensare che in un quinquennio la viabilità della Valtellina possa trasformarsi così radicalmente è un segnale di grande impatto per noi e, crediamo, per tutta la Provincia».
La categoria degli autotrasportatori sollecita quindi il tavolo tecnico competente, che al momento non si è ancora riunito né espresso, a prendere una posizione e a spiegare se ci sono realmente le condizioni tecniche ed economiche per rivedere il progetto prevedendo le quattro corsie, oppure se è necessario procedere con l’iter ormai avviato, per evitare il rischio che l’opera possa addirittura saltare di fronte a una comunità confusa e divisa sul da farsi.
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