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venerdì 11 luglio 2014

"EMERGENZA CINGHIALI O EMERGENZA ILLEGALITA’?"

La Lav dal 1977 proclama il rispetto della vita, della dignita’ e della liberta’ di tutti gli animali umani e non umani, inoltre prende coscienza e denuncia le manipolazioni di cui gli umani si sono resi responsabili nei confronti della natura con conseguenze nefaste al proprio habitat e a se stessi. Questa presa di posizione si rende necessaria ogni volta che accade un fatto conclamato di manipolazione ambientale come quello riportato da La Provincia di Sondrio in data 7 luglio 2014 relativa ai prati distrutti dai cinghiali a Osiccio, piccola frazione di Delebio.
La presenza dei cinghiali in Valtellina è avvertita come emergenza e spesso i giornali riportano notizie di danni alla agricoltura e successive rimostranze dei cittadini. Da anni la Provincia di Sondrio ha istituito piani di abbattimento dei cinghiali prima con l’organico di polizia provinciale poi con squadre di operatori specializzati che si sono strutturati passando dalle “braccate” o “battute” alle “girate” , costituite da una decina di cacciatori operativamente qualificati. !uesto sistema e’ stato scelto per non impattare eccessivamente sul gia’ delicato equilibrio della fauna selvatica in generale e sull’ambiente gravato da forte antropizzazione e pressione venatoria.
Sono sempre gli animali a dover pagare lo scotto maggiore anche delle manipolazioni effettuate dagli uomini. Di quale manipolazione parliamo? Per chi ancora non lo sapesse, l’emergenza cinchiali è in realta’ l’emergenza illegalita’. E questo non lo denuncia Lav ma il vigente piano faunistico venatorio. Alla pagina 128 punto 3.6.2. si puo’ leggere “ nella maggior parte dei casi gli individui presenti derivano da immissioni illegali, effettuati nei comprensori stessi o nei territori delle Province confinanti (Como, Brescia) dove la specie e’ cacciabile e viene immessa illegalmente per sostenere la caccia”.
I cinghiali immessi illegalmente dai cacciatori in Valtellina provengono da selezioni e incroci che hanno dato origine ad una specie piu’ prolifica e piu’ grossa. In regime standard una femmina partorisce una volta all’anno 1-6 piccoli. Grazie agli incroci, quindi alla manipolazione umana, questo ibrido partorisce due volte all’anno sino a 9-12 piccoli. A piu’ voci i cacciatori chiedono la cacciabilita’ dei cinghiali, altrimenti tutta questa fatica a cosa sarebbe valsa? Fortunatamente ad oggi la provincia non ha premiato questa azione illegale impedendo la caccia ai cinchiali e optando per altri mezzi di contenimento delle popolazioni presenti.
Ma intanto e giustamente i cinghiali fanno i cinghiali. Ignari poverini che non piacciono agli umani, cosi irsuti, cosi’ goffi, così bruttarelli, cosi’ indesiderati. Ignari di tutto ciò, mangiano e proliferano in barba ai divieti di accesso, in barba all’orgoglio della proprieta’ privata. Per loro un campo di mais è cibo. Loro non conoscono la mercificazione della esistenza, quella è roba da umani. Quindi, e giustamente, fanno i cinghiali.
sino a quando non incappano in un chiusino e in una palla di fucile.
Ma intanto, e giustamente, i proprietari degli appezzamenti la cui cotica erbosa e’ stata divelta dai grufolanti, o i cui vigneti sono stati oggetto della loro innaturale voracita’ chiedono a gran voce una risoluzione al problema che avvertono come emergenza.
Ma qui sta il punto: l’emergenza e’ improvvisa, e’ un parossismo, una fase acuta. Mentre la presenza dei cinghiali in Valtellina e’ stata programmata, attuata, e reiterata nel tempo, da una fredda e lucida logica di appagamento del se cacciatore. La presenza dei cinghiali n Valtellina e’ una situazione incancrenita col tempo, e non si puo’ curare con toni di trionfalismo venatorio. Ogni zolla rovesciata dai cinghiali, ogni piantina sdradicata, ogni centesimo speso dalla Provincia nei corsi di addestramento per il personale qualificato alla cattura , ogni centesimo speso per l’acquisto di tutti quei mezzi atti al contenimento e alla eradicazione della specie, ogni ripercussione sulla fauna, che non dimentichiamo e’ patrimonio di tutti come recita la legge 157, ogni ricaduta sull’ambiente, e permettete, ogni creatura vivente, seppur irsuta e bruttarella, sottratta vilmente alla vita, tutto questo non e’ ascrivibile alla emergenza. Ma alla volonta’ di qualcuno che ha preventivamente accettato il rischio che l’ azione messa in atto potesse danneggiare i propri simili.
questa situazione, che non e’ di emergenza ma di calcolata e deliberata volonta’ umana, non trovi nel cinghiale l’unico “capro espiatorio” ma sia impugnata da chi la subisce in primis, e dalle istituzioni, e dai cittadini che pretendono di conoscere la realta’ dei fatti, dalle associazioni ambientaliste, come richiesta di risarcimento per tutto quanto ha comportato. Richiesta indirizzata ed imputabile alla categoria che ha nel tempo manipolato una territorialita’ altrimenti indenne dalla presenza di questi animali allogeni o clandestini che dir si voglia e per di piu’ ibridi.
Lav Sondrio

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