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domenica 20 luglio 2014

SPECIFICITA' MONTANA, M5S: "SI RICONOSCANO PARTICOLARI CONDIZIONI DI AUTONOMIA"

La delegazione composta dal Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, dal Consigliere Segretario Eugenio Casalino e dal Sottosegretario Ugo Parolo, ha tenuto una serie di incontri con cittadini e istituzioni e ha visitato alcune realtà simbolo del tessuto economico e sociale del territorio: tra i numerosi appuntamenti programmati, quelli con il Sindaco Alcide Molteni e il Presidente del Consiglio comunale Carlo Zanesi, il Commissario Straordinario della Provincia Massimo Sertori e il Prefetto Carmelo Casabona.
Durante l’incontro con i membri delle istituzioni, avvenuto in mattinata, il portavoce Matteo Barberi ha sottoposto all’assemblea un intervento relativamente alla riforma del titolo V della Costituzione, in discussione in parlamento. Più precisamente Matteo Barberi ha voluto focalizzare il punto sul futuro della nostra provincia. La riforma Delrio aveva l’ambizioso obiettivo di eliminare le province. Di fatto non è stato eliminato nulla ma si è svuotato un ente riducendolo ad una scatola vuota.
La relazione al disegno di legge iniziale, infatti, presentava questa riforma come “uno strumento di governo dalle ampie e robuste competenze”. Ma la proposta legislativa è andata in tutt’altra direzione: le Città Metropolitane assomigliano in larghissima misura alle Province, già deboli istituzionalmente. E quest’ultime sono state ulteriormente indebolite, divenendo “enti governati dai sindaci” che prestano gratuitamente i loro servizi, senza risorse per le poche competenze aggiuntive. Le funzioni assegnate sono infatti “le funzioni fondamentali delle Province” (pianificazione territoriale di puro coordinamento, infrastrutture interne e servizi di mobilità,
ambiente, rete scolastica) aggiunto a qualche altra funzione marginale.
Difronte a questo “pasticcio” istituzionale, aggravato dal fatto che la Valtellina non potrà nemmeno esprimere un proprio rappresentante politico in seno alle istituzioni rimaste ancora elettive, determinando un maggior isolamento del nostro territorio, risulta molto importante che i politici locali regionali e nazionali sostengano l’approvazione dell’emendamento che prevede il riconoscimento di “particolari condizioni di autonomia agli enti con territorio esclusivamente montano e confinanti con Paesi stranieri".
Il portavoce Matteo Barberi ha specificato che non si chiede di ottenere un privilegio ma bensì di permettere ad un territorio il diritto di una “specialità” propria, con funzioni esclusive come la cura e la valorizzazione del territorio e dell’ambiente, la possibilità di creare organismi intermedi di governo territoriale e soprattutto la possibilità di auto-rappresentarsi in sede di tavoli, conferenze e accordi con le altre province montane, italiane ed estere. Tutto questo è molto importante perché significa portare sul territorio l’autonomia nelle materie sulle quali lo specifico territorio può agire meglio dello Stato centrale o della Regione.
Il Movimento 5 Stelle, in Valtellina, ha sempre supportato la specificità montana, lottando per la salvaguardia del territorio, messo in pericolo da scelte scellerate, come nel caso della cava del Ranée, una zona agricola di gran pregio minacciata da un obbrobrioso progetto previsto dal cosiddetto piano cave. Consenso a questa proposta è stato espresso anche dal Presidente del Consiglio regionale
Raffaele Cattaneo.

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