Alcuni giorni or sono un amico mi ha comunicato che a S.Antonio Valfurva, in serata e nella sede del Parco dello Stelvio, era in programma un incontro sulla reintroduzione dell’orso nell’arco alpino. Ho ringraziato l’amico e, da Tirano, ho preso la via dell’alta valle. Alla meta sono giunto quando la conferenza era da poco iniziata. Come conseguenza ho ignorato, e ancora ignoro, le generalità del relatore. Una breve digressione. Ignoravo anche la presenza della sede del Parco. Mi ha colpito quel fabbricato e, da architetto, mi complimento con il progettista. Ho preso posto in sala tra un discreto numero di intervenuti. Per oltre un’ora ho ascoltato il dire dell’oratore e devo ammettere che ora il mio bagaglio di nozioni sul plantigrado è decisamente migliorato.
Al termine dell’illustrazione il “pro-orso” ha aperto la discussione. Un signore mi ha preceduto, poi ho alzato la manina e mi è stata data la parola. Il mio intervento è da dividere in due momenti, uno a “getto” come si usa dire, il secondo l’ho letto da una copia di un mio articolo pubblicato sul giornale on line “IntornoTirano.it”. Dopo le generalità ho detto pressappoco così: “Sono un valtellinese doc, un federalista convinto che aspira ad una Provincia di Sondrio autonoma, come l’Alto Adige, che fermamente crede che i valtellinesi debbano essere padroni del loro territorio e legiferare in modo autonomo”. La seconda parte l’ho, come sopra detto, letta e la riporto integralmente.
“Il 7 luglio ho riportato quanto accaduto al sig. Sisino Svanella a Dimaro, in Val di Sole. Valle dove i meli abbondano ed i contadini sono quindi dediti all’agricoltura fuori porta. Improvvisamente lo Svanella si è trovato davanti un orso. L’uomo è caduto ed il plantigrado era sopra lui. La fortuna ha voluto che il malcapitato avesse tra le mani un robusto bastone. A bastonate ha cacciato la bestiaccia (a detta degli ambientalisti un animaletto dalle fattezze di un peluches) e così ha evitato il peggio. Ha riportato un grande spavento, delle escoriazioni e delle lacerazioni. Lo scritto riportato su “intornotirano” chiudeva con questa frase: LA CONVIVENZA UOMO-GRANDE PREDATORE E’ IMPOSSIBILE. Io chiudevo il mio pezzo con la seguente frase: IL COLLARE NON DEVE ESSERE MESSO ALL’ORSO, MA AGLI AMBIENTALISTI DI QUESTO PAZZO MONDO. Una cosa è certa. Mi auguro che non succeda una disgrazia, la morte di un umano a causa di un orso. In tal caso raccoglerò le firma, tramite legale, per denunciare i responsabili di omicidio premeditato. Non l’orso è da condannare, ma gli irresponsabili dell’Unione Europea e delle Regioni Autonome del Trentino e dell’Alto Adige”.
Dopo questa lettura silenzio totale. Il relatore ha cercato di salvarsi in corner dicendo “Come mai allora nella Val Poschiavo ventimila abitanti hanno votato a favore dell’orso?” L’ho fatto ripetere “nella Val Poschiavo?” “Sì” è stata la risposta. “Bene”ho ribattuto “controllerò”. Non sono andato oltre per non dargli dell’ignorante. Il relatore non sa che la popolazione della Valposchiavo giunge al massimo a 5000 persone, non ventimila. Forse il relatore intendeva in tutta la Confederazione Elvetica. Ad ora tarda ho lasciato S.Antonio Valfurva, non prima di dire ai presenti “Non faticate cercando gli orsi dove non ci devono essere, cioè in Valtellina. Cercateli a Roma, a Montecitorio e a Palazzo Madama. Laggiù li troverete facilmente, troverete anche i lupi. Buon viaggio!
Giancarlo Bettini
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