Caro Michele (Comi),
amico della tua e nostra Valmalenco, tu sei uno dei pochi “malenchi” che ancora amano una parte di Valtellina, la Valmalenco appunto. Sei uno dei pochi vertebrati tra tanti invertebrati che hanno distrutto quel bene che Dio ha creato a pochi chilometri a nord di Sondrio. Tra i maggiori invertebrati che in quella valle abitano annovero alcuni Sindaci passati e presenti che voi indigeni, recandovi alle urne, avete erroneamente votato. Ma quei Sindaci non li lascio soli, li associo agli ignoranti che, pagati da noi, hanno occupato gli scranni di Palazzo Madama e di Montecitorio. Ignoranti che hanno legiferano non conoscendo la provincia di Sondrio. Vedi Michele, con il tuo articolo pubblicato su “La Provincia di Sondrio” oggi (ieri, Ndr) 6 agosto, mi hai dato l’occasione per far conoscere ai valtellinesi fatti che non conoscono. Il mio scritto odierno è imperniato sulle acque. Divido l’argomento in due parti, una che riguarda l’Adda a valle di Tirano e l’altra che da Tirano in su comprende tutte le valli laterali.
amico della tua e nostra Valmalenco, tu sei uno dei pochi “malenchi” che ancora amano una parte di Valtellina, la Valmalenco appunto. Sei uno dei pochi vertebrati tra tanti invertebrati che hanno distrutto quel bene che Dio ha creato a pochi chilometri a nord di Sondrio. Tra i maggiori invertebrati che in quella valle abitano annovero alcuni Sindaci passati e presenti che voi indigeni, recandovi alle urne, avete erroneamente votato. Ma quei Sindaci non li lascio soli, li associo agli ignoranti che, pagati da noi, hanno occupato gli scranni di Palazzo Madama e di Montecitorio. Ignoranti che hanno legiferano non conoscendo la provincia di Sondrio. Vedi Michele, con il tuo articolo pubblicato su “La Provincia di Sondrio” oggi (ieri, Ndr) 6 agosto, mi hai dato l’occasione per far conoscere ai valtellinesi fatti che non conoscono. Il mio scritto odierno è imperniato sulle acque. Divido l’argomento in due parti, una che riguarda l’Adda a valle di Tirano e l’altra che da Tirano in su comprende tutte le valli laterali.
Il lungo tratto del corso d’acqua era considerato fiume sino a Colico. Sino a ieri detto tratto era sotto la protezione del Magistrato del Po. Oggi il Magistrato del Po non ci governa più e certe mansioni sono passate alla Provincia. Chi scrive per una decina d’anni ha fatto parte del Comitato di Gestione dell’UPS (Unione Pesca Sportiva) con sede a Sondrio. Abbiamo conosciuto la dittatura di alcuni addetti al Magistrato. Per anni abbiamo chiesto la possibilità di ripristinare le numerose buche che erano state create nel fiume per asportare sabbia e ghiaia per l’edilizia. Quelle buche erano la salvezza delle trote e dei temoli durante i mesi freddi. Buche che più non esistono, il fiume è completamente piatto ed il livello dell’acqua d’inverno è basso. Quindi il pesce è facile preda dei cormorani e degli aironi. Pesci pagati da noi pescatori per saziare uccellacci che hanno mutato i loro luoghi di residenza. Invece di ripristinare le vecchie buche per salvare i pesci (e nello stesso tempo ricavare materiale per l’edilizia) si preferisce rovinare terreni coltivati a prato e a campo (vedi la piana di Bianzone). Sembra che la Provincia, tramite lo STER (Sede Territoriale di Sondrio), abbia in animo di attuare il citato ripristino delle vecchie buche. Meglio tardi che mai.
ADDA A NORD DI TIRANO E VALLI LATERALI
Il fiume è considerato torrente e sempre gli ignoranti romani hanno legiferato sui“piccoli salti”. Cosa sono questi ultimi? Per far comprendere agli invertebrati valtellinesi che, anni fa, hanno votato contro il nucleare devo informare che oggi noi paghiamo il 30% in più di quello che pagano l’energia i Paesi confinanti che hanno il nucleare, nazioni che avendone in abbondanza vendono energia a Paesi terzi. Conseguenza: molti nostri prodotti sono fuori mercato, non sono più appetibili. I nostri soloni spingono sulle forme di energia alternativa, energia che come quantità alle grandi industrie fa solletico e nulla più. Mi piacerebbe sapere quanti “sinistroidi” sono interessati, o cointeressati, nella costruzione e vendita delle forme alternative.
Ritornando alla Valtellina cosa ha legiferato Roma? La possibilità di creare piccole quantità di energia elettrica tramite lo sfruttamento dell’acqua dei torrenti. I “morti di fame” ne hanno approfittato prosciugando i torrenti.
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Caro Miche Comi, tu lo sai ma molti non lo sanno che la valle più sfruttata da questi morti di fame è la tua, la Valmalenco. Anni or sono, durante i lavori per lo sfruttamento delle acque del Mallero nei pressi di Chiareggio, ho fatto un sopralluogo. l’Impresa che stava lavorando per costruire la strada di accesso al torrente, e la relativa opera di presa, ha distrutto una pineta. Si sono mossi gli ambientalisti? Non mi risulta. E il Corpo Forestale ha il coraggio di multare un contadino che sta tagliando una pianta nel suo bosco. Pazzie italiane!!!!!!!! Ancora pazzie. Gli assetati di denaro per la costruzione delle centraline hanno ricevuto soldi dallo Stato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Per amor di verità, caro Michele, devo annotare che in tutta la provincia molti torrenti sono stati prosciugati, o quasi. Qualche fesseria è stata compiuta e si sta compiendo anche nel tiranese. Ti prego, non arrenderti agli invertebrati. Lo so che sei forte perché sei un geologo, un alpinista ed un maestro di sci. Qualche “escursione” però dedicala ancora alla stampa, esterna il tuo pensiero. Io sarò il primo a leggerti. A presto, tuo
Tirano, 6 agosto 2014 Giancarlo Bettini
P.S.= Al Presidente della Provincia, o a quel che rimane delle facoltà dell’amico Sertori ( per demerito di Delrio) suggerisco di fare un salto a Madonna di Tirano, al ponte sul torrente Poschiavino. Forse, tra le piante cresciute nel torrente vedrà che “in mezzo scorre il fiume” . Mi auguro che non si ripeta l’esondazione del Poschiavino del 1987 che ha provocato danni enormi alle abitazioni. In tal caso faremo una marcia sulla marcia Roma.
ADDA A NORD DI TIRANO E VALLI LATERALI
Il fiume è considerato torrente e sempre gli ignoranti romani hanno legiferato sui“piccoli salti”. Cosa sono questi ultimi? Per far comprendere agli invertebrati valtellinesi che, anni fa, hanno votato contro il nucleare devo informare che oggi noi paghiamo il 30% in più di quello che pagano l’energia i Paesi confinanti che hanno il nucleare, nazioni che avendone in abbondanza vendono energia a Paesi terzi. Conseguenza: molti nostri prodotti sono fuori mercato, non sono più appetibili. I nostri soloni spingono sulle forme di energia alternativa, energia che come quantità alle grandi industrie fa solletico e nulla più. Mi piacerebbe sapere quanti “sinistroidi” sono interessati, o cointeressati, nella costruzione e vendita delle forme alternative.
Ritornando alla Valtellina cosa ha legiferato Roma? La possibilità di creare piccole quantità di energia elettrica tramite lo sfruttamento dell’acqua dei torrenti. I “morti di fame” ne hanno approfittato prosciugando i torrenti.
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Caro Miche Comi, tu lo sai ma molti non lo sanno che la valle più sfruttata da questi morti di fame è la tua, la Valmalenco. Anni or sono, durante i lavori per lo sfruttamento delle acque del Mallero nei pressi di Chiareggio, ho fatto un sopralluogo. l’Impresa che stava lavorando per costruire la strada di accesso al torrente, e la relativa opera di presa, ha distrutto una pineta. Si sono mossi gli ambientalisti? Non mi risulta. E il Corpo Forestale ha il coraggio di multare un contadino che sta tagliando una pianta nel suo bosco. Pazzie italiane!!!!!!!! Ancora pazzie. Gli assetati di denaro per la costruzione delle centraline hanno ricevuto soldi dallo Stato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Per amor di verità, caro Michele, devo annotare che in tutta la provincia molti torrenti sono stati prosciugati, o quasi. Qualche fesseria è stata compiuta e si sta compiendo anche nel tiranese. Ti prego, non arrenderti agli invertebrati. Lo so che sei forte perché sei un geologo, un alpinista ed un maestro di sci. Qualche “escursione” però dedicala ancora alla stampa, esterna il tuo pensiero. Io sarò il primo a leggerti. A presto, tuo
Tirano, 6 agosto 2014 Giancarlo Bettini
P.S.= Al Presidente della Provincia, o a quel che rimane delle facoltà dell’amico Sertori ( per demerito di Delrio) suggerisco di fare un salto a Madonna di Tirano, al ponte sul torrente Poschiavino. Forse, tra le piante cresciute nel torrente vedrà che “in mezzo scorre il fiume” . Mi auguro che non si ripeta l’esondazione del Poschiavino del 1987 che ha provocato danni enormi alle abitazioni. In tal caso faremo una marcia sulla marcia Roma.
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