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giovedì 7 agosto 2014

VALTELLINA: BOCCIATA AL SENATO LA PROPOSTA DI AUTONOMIA DI CROSIO

“Lo sapevamo certo, ma confidavamo in un ravvedimento. È assurdo che il governo rimanga sordo al richiamo dei territori di montagna che rivendicano il diritto ad avere maggiori tutele attraverso il riconoscimento di particolari condizioni di autonomia, com’è del resto per le altre province interamente montane che confinano con stati esteri. Renzi e i suoi ministri non hanno voluto sanare quella che rimane un’ingiustizia storica per Sondrio nel momento in cui, con la riforma costituzionale, avrebbero potuto farlo”.
Il senatore valtellinese Jonny Crosio esprime tutta l’amarezza per la bocciatura del suo emendamento contenente la richiesta di autonomia da parte del Senato, messo al voto nel tardo pomeriggio di oggi. "Una battaglia  - fanno sapere - per la quale Crosio e la Lega Nord avevano profuso energie e impegno, vanificata dall’insensibilità di un governo, del quale le ultime vicende, fuori e dentro il palazzo, hanno messo a nudo impreparazione e incompetenza. Ma il partito che ha fatto della difesa dei territori montani la sua bandiera non si è arreso. La notte scorsa, Roberto Calderoli, nella sua veste di relatore, ha posto la sua firma sotto un subemendamento che richiamava il contenuto di quello del senatore Crosio e lo ha presentato al governo, in un ultimo strenuo tentativo. Ne è stata richiesta la riformulazione, più generica, che cassa l’autonomia, ma che delega alle Regioni le decisioni sugli enti di area vasta definiti dalla riforma Delrio. Il testo, che andrà in votazione domani o, al più tardi, venerdì, è stato firmato anche dall’altro relatore Anna Finocchiaro.
“Con questa mossa di Calderoli abbiamo lanciato una scialuppa di salvataggio alle aree montane nel giorno dell’abolizione delle Province – conclude il senatore Crosio –. La Lega Nord, come promesso, ha fatto il possibile e l’impossibile per far passare l’autonomia, una richiesta sacrosanta, purtroppo il governo non ci ha voluti ascoltare. Con la chiusura su tutta la linea di Roma, ora potremo far valere le nostre ragioni a Milano dove, per nostra fortuna, troveremo ben altri interlocutori”.

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