Sono passate poco più di tre settimane dalla morte della 23enne Veronica Balsamo vicino alla Chiesa di Roncale, nel Comune di Grosotto; ma ancora non è emerso nessun elemento certo che possa indirizzare le indagini. Almeno questo è quello che sembra.
Di fatto, però, la Procura sta disattendendo le promesse fatte alle famiglie, soprattutto riguardo al coinvolgimento sul proseguo delle indagini. Secondo quanto emerso, i parenti coinvolti, infatti, sarebbero tenuti all'oscuro anche dalle dichiarazioni emerse dagli oltre quaranta presunti testimoni e amici delle tre persone coinvolte.
Già, perché ormai una ipotesi sembra ormai essere la più credibile: la morte della ragazza di Grosio sarebbe collegata con il tentato omicidio di Gianmario Lucchini, il ragazzo 32enne trovato in fin di vita nella sua baita la stessa sera del decesso della cameriera. Eccessivamente strano, per un paesino così piccolo, che in una sola sera possano capitare due tragedie di questo tipo slegate tra di loro.
Intanto, l'amico, l'unico indagato per omicidio, che per l'ultima volta ha visto Veronica viva e con la quale si era appartato nella frazione di Grosotto, il 18enne Emanuele Casula, continua a non parlare: dice di non ricordare. Il silenzio intorno alla vicenda non è certo sfuggito ai numerosi media nazionali che sono arrivati in questi giorni in Valtellina: l'immagine che è stata dipinta di Grosotto è quella di un paese omertoso. Nessuno parla.
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