Mentre scrivo ritorno con la memoria agli anni nei quali sedevo a Palazzo Marinoni, in Giunta, di fronte al Sindaco Lorenzo Maganetti. Erano gli anni ’80. Dai palazzi romani era arrivata una lettera dal contenuto perentorio: “Se non costruite il carcere vi togliamo la Pretura”. Abbiamo accettato l’ordine mettendo però, quale condizione, la non accettazione dei condannati per mafia.
Erano anni tranquilli, la malavita abitava solo nel mezzogiorno d’Italia. Il carcere è stato costruito, ma negli anni ’90 la Pretura di Tirano è stata ugualmente soppressa. Quindi il tiranese doveva recarsi a Sondrio per portare avanti le sue grane. Che bello!!! Per farci diminuire le nostre bestemmie rivolte a Roma qualcuno ha pensato di inviarci il Giudice di Pace. E così per un po’ di tempo noi, poveri tapini, abbiamo risparmiato qualcosa; spese diminuite per le minori trasferte.
Siamo nel mese di settembre dell’anno di grazia 2014. Ma per i tiranesi è un anno di disgrazia. Sempre dall’alto, tramite il Tribunale di Sondrio, è giunta un’altra lettera dal contenuto perentorio “Dalla fine di settembre verrà tolto da Tirano il Giudice di Pace”. A questo punto bestemmierebbero anche i Santi. La precedente Amministrazione guidata dal Sindaco Del Simone aveva deliberato di assorbirsi, come Comune, le spese relative alla permanenza nella città abduana del Giudice di Pace: la sede, il riscaldamento, le pulizie ecc… Allo Stato rimaneva la sola retribuzione del Giudice.
L’attuale Amministrazione, guidata dal neo Sindaco Spada, ha messo in bilancio le spese per il mantenimento in Tirano del Giudice di Pace. Quindi, a parer mio, ha fatto il suo dovere. Siamo in attesa di eventi.
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Non ho la minima stima del governo italiano, Magistratura compresa. I Tiranesi ricordano la chiusura dell’Ospedale e quella della Pretura. A tutto ciò dobbiamo aggiungere la mancata realizzazione della tangenziale. Per il prossimo carnevale lancio un'idea: prendere i responsabili politici dei nostri guai, mettere loro in bocca il tubo di scarico delle macchine e trainarli lungo viale Italia. Tirano ne ha pieni i cosiddetti, tanto cari al Commissario Montalbano. La pazienza ha un limite, la corda a forza di tirarla si può spezzare.
Non ho la minima stima del governo italiano, Magistratura compresa. I Tiranesi ricordano la chiusura dell’Ospedale e quella della Pretura. A tutto ciò dobbiamo aggiungere la mancata realizzazione della tangenziale. Per il prossimo carnevale lancio un'idea: prendere i responsabili politici dei nostri guai, mettere loro in bocca il tubo di scarico delle macchine e trainarli lungo viale Italia. Tirano ne ha pieni i cosiddetti, tanto cari al Commissario Montalbano. La pazienza ha un limite, la corda a forza di tirarla si può spezzare.
Giancarlo Bettini
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