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sabato 4 ottobre 2014

L'OMICIDIO DI VERONICA: ECCO LE PROVE CONTRO CASULA

I Carabinieri del Reparto Operativo di Sondrio, in collaborazione con militari della Compagnia di Tirano, nella serata di ieri 2 ottobre hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Sondrio a carico di Emanuele Casula, 18enne di Grosotto.
Casula è gravemente indiziato dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere di Veronica Balsamo, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto in Località Roncale del Comune di Grosotto il 24 agosto scorso e del tentato omicidio del sacrestano Gianmario Lucchini, aggredito la sera del 23 agosto, tuttora ricoverato in gravissime condizioni presso l’Ospedale di Sondalo.
A questi gravissimi delitti si aggiungono il furto di un’auto e di un box di farmaci (avvenuto la mattina del 23 agosto), il furto di una mountain bike, utilizzata per raggiungere il luogo d’incontro con Veronica, intorno alle 20.05 del 23 e, infine, il furto dell'auto della 23enne (utilizzato per il tentativo di fuga dal luogo dell’omicidio).
A questo risultato si è giunti dopo più di un mese di articolate indagini, che, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sondrio, sono iniziate con un accurato sopralluogo sulla scena di entrambi i delitti e proseguite con l'interrogazione di decine di persone (alcune sentite anche più volte), con l’esame di riprese dei sistemi di videosorveglianza, con attività, anche tecniche, mirate allo studio del contesto dell’indagato.
I Carabinieri hanno quindi minuziosamente ricostruito la tempistica in cui gli eventi si sono svolti: dal momento in cui Casula è stato notato lasciare il centro di Grosotto a bordo della bicicletta che ha rubato, quando è stato visto con Veronica Balsamo, quando è uscito di strada con l'auto rubata alla ragazza (sulla quale questa non era presente), quando si è dato ad una precipitosa fuga nei boschi nonostante i testimoni dell’incidente gli offrissero aiuto.
E' stato quindi ricostruito il percorso eseguito dal 18enne per raggiungere l’abitato di Grosotto, passando da casa di Gianmario Lucchini, che ha aggredito fino quasi a ucciderlo, per poi proseguire, correndo, sporco di fango e sangue delle vittime e ferito alla mano destra, verso il paese, dove è stato nuovamente immortalato dalle telecamere di sorveglianza. Si è quindi unito ad un gruppo di amici che, più di un’ora dopo, lo hanno accompagnato a casa dove è stato, infine, rintracciato dai Carabinieri. In tutto questo spazio di tempo, anche agli amici più stretti, nulla ha detto sulla sorte di Veronica.
E’ stato determinante, dopo che l’autopsia ha chiarito che le ferite riportate da Veronica Balsamo non erano compatibili con una semplice caduta dalla sede stradale al luogo del rinvenimento del corpo, l’apporto del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) dei Carabinieri di Parma che, sui campioni e sugli oggetti repertati a casa di Gianmario Lucchini, ha estratto due profili genetici, in particolare quello della vittima e dell’aggressore.
La comparazione eseguita poi con le analisi svolte dal consulente tecnico nominato dalla Procura con l’incarico di analizzare i vestiti indossati da Casula la sera del 23 agosto, ha permesso inconfutabilmente ai militari del RIS di attribuire al 18enne le tracce ematiche rilevate sul cacciavite utilizzato per aggredire il sacrestano e di rinvenire altre tracce ematiche, sempre riconducibili a Casula, su un altro reperto sequestrato in casa del sacrestano.
Analogamente, dai pantaloni indossati da Casula sono stati estratti due profili genetici riconducibili alla povera ragazza e al sacrestano. Emanuele Casula, nella serata di ieri, è stato trasferito in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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