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sabato 11 ottobre 2014

"MI COGLIE UN SENSO VAGO DI INFINITO PANICO"

Seguire le cronache quotidiane, le situazioni così come si susseguono nel mondo può provocare reazioni incontrollabili, ma nel vedere quelle persone innocenti in ginocchio sulla sabbia, costrette a pronunciare discorsi in cui non credono, per dirla come Guccini, "mi coglie un senso vago di infinito panico". Quelle divise color arancione sicuramente hanno un loro senso, per qualcuno dovrebbero avere un senso, dovrebbero voler dire qualcosa.
Fotografie agghiaccianti messe lì in prima pagina, ma cosa spinge i media a mostrare certi orrori, per mè solo un volgare senso del macabro che fa solo il gioco di quegli assassini. Comunque un'altra volta ci risiamo, ancora missili, ancora bombe, missioni mirate e vittime innocenti, ancora guerra in nome della pace della religione e del petrolio. Gli anni passano, i tempi cambiano, i vari comandanti del mondo pure, gli scenari possono variare,anche le coalizioni variano, ma l'equazione è sempre quella; la violenza porta solo ulteriore violenza. Questa volta oltre all'Iraq c'è di mezzo pure la Siria, quella Siria che fino a pochi mesi fà se non ricordo male gli"alleati "intendevano bombardare per sconfiggere la dittatura di Assad che letteralmente stava sterminando migliaia di suoi concittadini con le armi chimiche e che ora è diventata una potenziale "risorsa"tattica per l'america e l'occidente intero contro il nuovo stato islamico, Isis o come lo si voglia chiamare. Bombe, droni, aerei invisibili di ultima generazione e diavolerie varie anche questa volta porteranno ad un nulla di fatto finale se non alla devastazione del territorio ed alle solite vittime collaterali.
Ora, alla coalizione, oltre ai francesi danno il loro appoggio pure gli inglesi, il cui premier ha dichiarato ieri che ci vorranno forse dieci anni per venire a capo della situazione, e non si disdegna neppure l'aiuto dei Pasdaran dell'Iran, numero una sulla lista degli stati canaglia fino all'altro ieri. Anche la Turchia, da sempre nemica di Assad e del suo governo ha dato il suo appoggio. Certo, loro hanno il nemico jiahdista ormai alle porte di casa, ma queste coalizioni che si creano strada facendo sonoquantomeno insolite. Ed in mezzo a tutto ciò ci sono i kurdi, odiati al di qua del confine e minacciati al di là ed oramai alle strette Andiamo bene. Noi italiani per ora, diamo in contributo solo un piccolo appoggio logistico,aerei da rifornimento, tanto per non sentirci esclusi del tutto,ma secondo mè è solo questione di tempo. Visto che il nostro premier ha dichiarato che d'ora in poi si farà come dice lui e che stà letteralmente facendo a pezzi il suo partito, c'è poco da stare allegri.
Con tutte le gatte da pelare che abbiamo a casa nostra ci manca solo una guerra, tanto per dissanguarci ancora un pò le finanze. Lo scopo finale sarebbe quello di frenare l'avanzata di questo nuovo "califfato" come viene chiamato, ma come si può pensare di fermare queste belve senza un'anima, imbottite di ideologia ed assetate di sangue solo con i soliti bombardamenti e le cannonate! Ogni bomba che noi (occidentali) lanciamo contro di loro, loro in risposta tagliano una gola chissà dove. Noi distruggiamo le loro basi in Iraq e loro rispondono in Algeria, si lanciano razzi in Siria e loro minacciano le metropolitane di Londra o New York e chissà magari anche di Roma o di Milano. Di sicuro è una lotta impari, certamente noi abbiamo dimostrato di non conoscerli a fondo anche se ci stanno vicini, ma loro sanno tutto di noi, potrebbero essere tra di noi , tanti sono anche i nostri connazionali che hanno cambiato modo di vedere le cose.
Non dimentichiamo che i dirottatori di Manhattan hanno studiato in America per imparare a pilotare aerei. Certo, le opinioni dei vari studiosi del problema sono variegate: C'è chi pensa che l'uso della forza a volte sia giustificato nel senso che prima di essere aggrediti sia meglio aggredire, c'è chi pensa che possa servire da lezione, e c'è chi pensa,e pure io ne sono convinto, che serva solo a peggiorare una situazione già di per sè molto delicata. Il capo, o meglio la "capa" dell'antiterrorismo britannico ha dichiarato"Ho paura che pagheremo le conseguenze della situazione in Siria per molti, molti anni a venire. Ci vorrebbe un'approccio più sensibile e meno macio". Ecco, forse sarebbe meglio prevenire che curare ma le diplomazie mondiali la pensano diversamente. Senza contare che questi terroristi stanno recando danni anche ai tanti islamici onesti che vivono in occidente e che in qualche modo così possono sentirsi sotto tiro. Ora si vogliono distruggere i pozzi petroliferi in Siria per togliere risorse economiche a questo nuovo stato islamico, ma un domani, ammesso che si riesca a sconfiggere questi signori, chi pagherà per ricostruire il tutto?
Fino a ieri si parlava unicamente di raid aerei, da oggi (28 settembre) già si pensa a possibili truppe di terra (per ora solo, si fa per dire, 15000 uomini). Il Presidente americano ha dichiarato in questi giorni al palazzo di vetro dell'ONU "non abbiamo fatto abbastanza contro i terroristi". Mi scusi Signor Presidente,forse io non sono abbastanza avvezzo a comprendere certe sottigliezze, ma a me sembra che il suo paese vada da decenni in giro per il mondo, con i suoi occasionali alleati, in missioni cosiddette di pace, cercando "pistole fumanti" o armi di distruzione di massa inesistenti, anzi, non inesistenti, ma addirittura create a tavolino di da voi e dai vostri servizi speciali, lasciandosi alla fine alle spalle scenari peggiori di quando vi siate arrivati, vuoti di potere in cui questi fondamentalismi possano agire crescere e svilupparsi in terreni fertili. Possiamo prendere l'esempio dell'Irak, tanto per non fare dei nomi. Il vostro, e nostro (inteso di noi Europei) sfrenato desiderio di esportare la democrazia occidentale ed il cristianesimo in mondi e culture completamente diversi , il vostro esasperato senso di onnipotenza ha portato a tutto questo, voi (noi) avete creato questi mostri per poi lasciarveli scappare di mano, a partire da un certo sceicco, senza far nomi.
Signor Presidente lei ha detto"il futuro non è di chi distrugge ma di chi costruisce". Ma a mè risulta che ovunque voi siate passati abbiate lasciato dietro di voi solo macerie, devastazioni e morti innocenti. Senza dover tornare troppo indietro nel tempo e parlare di ciò che avete fatto in casa vostra agli indiani d'America solo per aprirvi le vie verso l'oro, ma andando dalla Corea al Vietnam, dall'Iraq ai Balcani, all'Afganistan, al Libano, alla Libia,non mi sembra che i risultati siano entusiasmanti. Senza contare i vari interventi in combutta con i servizi segreti nell'america latina per reprimere governi a voi scomodi come quello di Allende in Cile o dei sandinisti in Nicaragua.
No, mi scusi signor Presidente premio Nobel per la pace, e mi scusino anche i suoi alleati vecchi o nuovi che siano, certo la colpa non è solo sua, tutto è iniziato prima, di sicuro io non sto dalla parte di chi ammazza persone innocenti con il machete, ma nemmeno da quella di chi lo fà su mandato.Voi vi siete candidati a governare i vostri paesi, siete stati eletti, ma se con tutti i vostri consulenti e i vostri analisti non riuscite a venire a capo di situazioni critiche se non con le bombe o i cannoni, allora o non capite a fondo le situazioni o non siete all'altezza dei vostri compiti, o forse c'è qualche altra ragione?
ROSSI MAURO 59 
TIRANO

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