Come organizzazione sindacale, attenta (riteniamo) ai bisogni di tanti lavoratori pendolari e studenti della nostra provincia che utilizzano il trasporto ferroviario, non possiamo che accogliere positivamente l'immissione da parte di Trenord di alcune corse con l'utilizzo del primo dei 6 treni “Coradia”.
Siamo, però, del parere che la macchina pur “innovata” (senza che all'innovazione segua l'aumento del numero delle persone che dovranno occuparsene, quali: manutentori, capitreno, addetti alle pulizie ecc.), non sarà sufficiente a far venir meno quei disagi che quasi quotidianamente “avvelenano” la vita dei viaggiatori (lavoratori, studenti, turisti) che transitano sulle nostre linee ferroviarie.
Anche in quest'ultimo periodo, a cavallo tra le due settimane, non sono mancate alla CISL le segnalazioni dei disagi:
una signora, lavoratrice pendolare sulla linea “Milano – Tirano”, venerdì, tramite un accorato sms, ci comunica “in diretta” di essere salita a Monza sul treno delle 16,30 in partenza da Milano, quello “accorciato” negli ultimi mesi e che era già in ritardo di circa 30 minuti. Riferisce di aver trovato posto in piedi nel vano delle porte (il viaggio è continuato in piedi fino a Colico!) assieme ad altre 15 persone “pressate” come è ben immaginabile. La signora descrive la situazione come “estrema” e considera “ormai superati i limiti dell'umanità” (testuali parole da sms ricevuto). Contattata telefonicamente lunedì sera dallo scrivente, la signora, con riferimento al viaggio del venerdì precedente, dice di essere stata “sul punto di piangere” e che la situazione è migliorata il lunedì anche se il suo viaggio, come al solito, si è svolto in piedi per un lungo tratto.
una signora, lavoratrice pendolare sulla linea “Milano – Tirano”, venerdì, tramite un accorato sms, ci comunica “in diretta” di essere salita a Monza sul treno delle 16,30 in partenza da Milano, quello “accorciato” negli ultimi mesi e che era già in ritardo di circa 30 minuti. Riferisce di aver trovato posto in piedi nel vano delle porte (il viaggio è continuato in piedi fino a Colico!) assieme ad altre 15 persone “pressate” come è ben immaginabile. La signora descrive la situazione come “estrema” e considera “ormai superati i limiti dell'umanità” (testuali parole da sms ricevuto). Contattata telefonicamente lunedì sera dallo scrivente, la signora, con riferimento al viaggio del venerdì precedente, dice di essere stata “sul punto di piangere” e che la situazione è migliorata il lunedì anche se il suo viaggio, come al solito, si è svolto in piedi per un lungo tratto.
A questo punto non resta che girare la segnalazione a Trenord (già fatto!), assieme ad una domanda che “sorge spontanea” e da rivolgere ai vertici politici e aziendali (assessore regionale ai trasporti e AD di Trenord) che il giorno della cerimonia inaugurale del primo “coradia” hanno riconosciuto, rammaricati, le ragioni dei nostri pendolari. La domanda è la seguente: “ma allora, nell'attesa degli altri nuovi treni, perché non ripristinare treni con numero di carrozze sufficienti a far viaggiare decorosamente la nostra gente (che, peraltro, PAGA, a volte ce lo dimentichiamo!!!) dopo aver avuto l'ampia possibilità di valutare che il numero delle carrozze dell'attuale composizione del treno, soprattutto in riferimento al treno delle 16,30 da Milano, è assolutamente insufficiente per accogliere in modo dignitoso le persone? Per quale motivo non può essere ripristinato lo stesso numero di carrozze di qualche mese addietro?”
Peraltro, i disagi riguardanti una “non dignitosa” accoglienza dei viaggiatori non sono solo quelli del treno delle 16,30 da Milano. A tal proposito abbiamo ricevuto altre segnalazioni, quale quella da parte dei pendolari valchiavennaschi che a Colico, alle 6,38 e, più tardi, alle 7,01, non trovano posto a sedere sulla coincidenza in direzione Morbegno, Sondrio, Tirano.
Preoccupante, poi, risulta essere una segnalazione che ci giunge da Colico e relativa ad un episodio avvenuto alle ore 17,15 circa di lunedì , sul treno nuovo “coradia”: le porte del nuovo “coradia” sono rimaste chiuse per un mancato funzionamento per circa sei minuti (aggiunti quale ritardo). Cominciamo bene!!!
FIT CISL Sondrio
Referente Sett. Trasporti CISL Sondrio
Michele Fedele
Michele Fedele
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