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domenica 17 ottobre 2010

53° TROFEO VANONI: INTERVISTA AI PROTAGONISTI FRANCESI

Intervista doppia, di Cristina Speziale, a Jean-Claude Louison – commissario tecnico della nazionale francese di corsa in montagna – e Julien Rancon – due volte vincitore individuale del Trofeo Vanoni (2005 e 2009), due volte secondo a squadre (2008 e 2009).

Rancon, due volte vincitore individuale del Trofeo Vanoni, qualch’è il tuo stato di forma in
questo momento?

Il mio stato di forma è ritornato buono, ho avuto qualche problema con i tendini d’achillle
ad agosto e settembre, ma ora va meglio e possono nuovamente allenarmi normalmente. Spero di
essere al 100% per il Trofeo Vanoni.

E gli altri della squadra Louison?
I tre atleti della staffetta hanno partecipato ai Campionati mondiali di corsa in montagna in Slovenia. Dopo una stagione molto lunga con la corsa in montagna, Rancon si è preso un po’ di riposo a settembre per potersi preparare al meglio per il Trofeo Vanoni che gli piace in modo particolare e per il quale è sempre molto motivato. Manu Meyssat è nella stessa situazione poiché anche lui ha avuto una stagione molto lunga, egli conosce il percorso perché ha già corso a Morbegno. Questi due atleti hanno partecipato al Campionato europeo (Rancon 4°, Manu 8°) e al Campionato del mondo di corsa in montagna (Manu 20°, Rancon 32°), dopo aver vinto il Campionato francese di società e la Coppa di Francia. Didier Zago è stato convocato per la prima volta per i Mondiali in Slovenia (46°) dopo di che si sta preparando per Morbegno.

Come giudichi il percorso del Vanoni?
Rancon: il percorso del Trofeo Vanoni mi piace molto perché è nervoso. La salita è a tratti dura a
tratti più scorrevole e la discesa è tecnica. Mi piace questo susseguirsi di curve e ciottoli all’interno del bosco di castagni. Questo percorso richiede molte qualità e bisogna essere un corridore completo per vincere. E anche se è duro, c’è il pubblico a sostenerci.
Louison: il percorso del Trofeo Vanoni è molto particolare, ci sono passaggi tecnici sia in salita
che in discesa che lo rendono molto dinamico e spettacolare. In Francia non abbiamo la possibilità
di correre su percorsi di questo tipo e credo che per degli atleti polivalenti sia interessante scoprire questo tipo di gara, anche se il tracciato è comunque difficile.

Partecipate ogni anno al Trofeo Vanoni, cosa vi piace in particolare di questa manifestazione?
Rancon: innanzitutto, ciò che ci fa tornare ogni anno è soprattutto l’ambiente particolare che c’è al Trofeo Vanoni, durante la gara, ma anche intorno alla corsa. In Francia non abbiamo tutto questo fervore per la corsa in montagna. Inoltre, devo dire che ogni volta noi siamo accolti molto bene ed è nata una vera amicizia con il CSI Morbegno. Infine, il percorso ci piace veramente molto e la formula della staffetta è molto simpatica e spettacolare.
Louison: per quanto mi riguarda, è un dovere rispondere all’invito del CSI Morbegno perché ogni
anno possiamo apprezzare l’atmosfera che regna prima, durante e dopo la gara. L’entusiasmo e
il tifo caloroso di un pubblico competente esaltano gli atleti e ogni atleta francese che ha potuto
disputare questa gara conserva un ricordo magico e profondo. Credo che la società organizzatrice
del Trofeo Vanoni abbia saputo creare un’atmosfera unica dove si coniugano l’agonismo, la festa e
l’amicizia e questo è un cocktail molto ben riuscito che noi speriamo di degustare ogni anno.

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