Il Sindaco guardava sconsolato dalla finestra la grande piazza. Non capiva più la sua gente. Lui aveva fatto tutto il possibile per il suo paese, ma i suoi concittadini avevano sempre da lamentarsi. Molta gente parlava in un modo con lui e poi si comportava diversamente criticando alle spalle il suo operato. Poco prima aveva ricevuto una corpulenta e infuriata signora con in mano una tenaglia da carpentiere; minacciava di strappargli un canino se non avesse sistemato il chiusino metallico sulla strada asfaltata della sua via. Urlava che giorno e notte quel chiusino,
come colpi di grancassa, al passar delle automobili, risuonava con cadenza monotona. Il Sindaco con gentilezza e premura aveva promesso alla corpulenta signora che entro la sera i chiusini della sua via sarebbero stati sistemati.
Insomma, il Sindaco era disponibile e paziente con tutti, ma le critiche non mancavano.
Dalla finestra del suo ufficio vide passare in piazza un prete e gli venne un’idea. Disse tra sé :”A quel prete, la gente che si confessa dirà pur quello che pensa; al Signore conviene raccontare tutta la verità.” Chiamò la segretaria e le disse che aveva bisogno di alcuni giorni di ferie. Chiuse il suo ufficio e partì per Roma. Raccontò tutte le sue angosce al Papa. Gli disse che malgrado la sua buona volontà di rendere il suo paese un paradiso terreste, i suoi sforzi andavano a vuoto; disse insomma che non capiva più la sua gente. Il Papa ascoltò attentamente e poi sentenziò: “Bene! Farò un’eccezione. Ti concederò d’essere frate nel tuo paese per quindici giorni al mese. A giorni alterni farai il Sindaco e il frate. Ti travestirai da frate francescano e, siccome la gente ama i frati francescani, i tuoi concittadini verranno da te a confessarsi nella chiesa parrocchiale e così saprai tutta la verità”.
Ricevette la benedizione e poi tornò nel suo paese. Fino alle undici del mattino confessava in Parrocchia, poi nel pomeriggio riceveva nel suo ufficio da Sindaco la sua gente. Passarono tre mesi e le cose si misero ad andare a gonfie vele in tutti i sensi.
Quando le persone andavano nell’ufficio del Sindaco a lamentarsi già le conosceva perché
le aveva ascoltate in confessione ed era come leggere nella loro mente. Ormai sapeva
quasi tutto della sua gente.
La gente buona e sincera diceva al Sindaco come la pensava e poi in tal senso agiva; mai l’avrebbero ostacolato nel suo lavoro .V’era poi la gente furba, falsa e trafficante che esponeva con gentilezza la sua idea, la sua proposta, ma le cose che diceva non le avrebbe mai fatte. Erano solo mosse per sviarlo e ostacolarlo nel suo lavoro. Poveretti! Lui sapeva come la pensavano perché in confessione gli avevano detto la verità.
Fu così che ebbe modo di scoprire chi lo osteggiava. Il Sindaco riuscì a far la sua città fiorente e bella poiché ora conosceva la sua gente.
Ezio Maifrè
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