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venerdì 18 febbraio 2011

QUALCHE SEGNALE POSITIVO PER L’ECONOMIA VALTELLINESE

18 febbraio 2011 - Se in Lombardia si registrano dati positivi per la produzione industriale con un aumento nelle componenti estere, di ordini e fatturato, la provincia di Sondrio è un po’ meno isola di quanto non si ricordasse, perfettamente in linea, per situazione ed elementi di incertezza con il resto del Paese.

La produzione industriale segna un +2,8% rispetto alla media annua, molto al di sotto del +4,9% della Lombardia. Le imprese attive sono diminuite dello 0,35% rispetto al trimestre precedente, ma in un anno risultano 111 in meno. Il presidente Emanuele Bertolini esprime soddisfazione per dati che, finalmente, seppure ancora incerti, sono indirizzati verso un trend positivo che rappresenta uno stimolo importante per le nostre imprese.

A livello industriale, nel settore manifatturiero, gli ordini segnano un leggero rallentamento nella componente interna, mentre tengono le commesse estere che rappresentano il 14,37% del totale (per le imprese intervistate). Nell’ultimo periodo aumentano gli indici relativi a occupazione, produzione industriale e tasso di utilizzo degli impianti. La componente interna fa aumentare il fatturato totale, nonostante la
riduzione significativa del fatturato estero. Le imprese artigiane del settore manifatturiero vedono aumentare la produzione industriale (l’indice passa da 96,95 a 97,73), il tasso di utilizzo degli impianti, gli ordini e il fatturato, sia interni che esteri, il fatturato totale (che passa da 74,06 del terzo trimestre a 78,15). L’unico dato che registra una diminuzione è l’occupazione: da 107,8 a 104,9.

In questa situazione, con quali prospettive guardano al futuro gli imprenditori della provincia di Sondrio in un quadro congiunturale internazionale caratterizzato dall’incertezza? Le aspettative degli industriali sono positive, in linea con quelle dei colleghi del resto della Lombardia, ed è significativo il dato relativo alla domanda estera,
dove le aspettative passano dal 13 al 30%.
Per gli imprenditori del settore artigiano manifatturiero le aspettative su produzione, domanda, interna ed estera, e occupazione rimangono invece negative, seppure per oltre il 90% delle imprese intervistate non si prevedono variazioni nei livelli occupazionali.

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