Una montagna ricca di spiritualità la sua; prima raccontata attraverso numerose pubblicazioni ora da vedere in un video ricco di suggestioni e capace di emozionare. Oreste, inoltre, promuove l'ultimo libro "Fiori di ciliegio" ed è pronto a rivelarci nuove primizie.
"Le Montagne Divertenti" offrono così un altro incontro ravvicinato con uno scrittore di montagna (da lungo tempo fa parte del GSM), per una piacevole serata in mediateca, a Piateda, venerdì 11 marzo, ore 21.
Recensione del libro di Oreste Forno "Fiori di Ciliegio"
Quando le lancette dell’anagrafe scandiscono una certa età si è colti dall’irresistibile onda di ricordi che hanno segnato il cammino percorso; si affacciano volti, si delineano i momenti di paura e di gioia, emergono le esperienze. L’alpinista e scrittore di montagna Oreste Forno ci consegna il primo libro di una trilogia, un gustoso cesto di racconti della sua infanzia, che sono uno spaccato del vissuto di ogni overcinquanta cresciuto nei paesi di montagna della Valtellina. Centoquarantacinque coriandoli, questi brevi racconti, colorati di innocenza, genuinità e humour montanaro davvero godibile. "Non c'era bianco più candido dei fiori dei ciliegi. Nemmeno quello della neve. Li guardavamo e dentro di noi era tutto un ribollir di gioia. L'inverno era già dimenticato e la primavera era tutta intorno con i suoi colori, i profumi, il cinguettio vivace degli uccelli e la promessa di giornate lunghe e calde, di giochi e scorribande fino a tarda sera. Era la nostra vita che tornava, che riprendeva forte dopo la sonnolenza della stagione fredda e, con entusiasmo, andava avanti. Ciliegi erano un po'ovunque. Bianchissimi nei boschi che incominciavano a tingersi di verde, nei prati con l'erba appena nata, nelle vigne, tra le case. Le api ronzavano da un fiore all'altro e presto quei fiori si sarebbero trasformati in frutti, prima ciliegine verdi, poi più grosse e tonde, poi ancora un po' più grosse e chiare fino a che non avrebbero cominciato a farsi rosse per noi che eravamo lì ad aspettarle! Sarebbero state una grande festa quelle ciliegie, sarebbe stata una grande estate! Così dicevano quei fiori..." Così si apre il libro, così l’autore ne spiega il senso che dà origine al titolo, così dovrebbero dire ancora quei fiori che evocano l’irripetibile stagione dell’infanzia. Oreste, di cui son ben noti l’amore per la montagna e la sensibilità letteraria, in Fiori di ciliegio ripercorre i suoi anni verdi presentando una galleria di ritratti ed episodi che, come in un colorato caleidoscopio, ruotano negli anni ’50. O, come recita il sottotitolo del libro, parte il film, la bobina dei ricordi si srotola e la lettura si fa sempre più.
Nessun commento:
Posta un commento