Con l'assemblea del 7 maggio è conclusa ufficialmente la stagione 2010/2011 della Bormio Ghiaccio. Una stagione ricca di successi a fronte del consueto grande impegno della società che è praticamente rimasta l'unica in Lombardia a svolgere, accanto a quella agonistica, anche una costante attività di avviamento. All'assemblea organizzata nel palazzetto del curling erano presenti praticamente tutti gli atleti delle varie categorie con i loro allenatori e molti genitori.
Il responsabile tecnico Adelio Antonioli ha presentato il resoconto di fine stagione soffermandosi sull'attività di preparazione, sugli impegni agonistici e sui risultati. Antonioli ha messo in evidenza il lavoro svolto dai quattro gruppi in cui sono stati suddisvisi gli oltre 60 atleti della Bormio Ghiaccio: "lavoro e risultati - ha evidenziato - che hanno portato la Bormio Ghiaccio alla conferma del titolo italiano per società. Un risultato che dichiara senza bisogno di altre parole il peso della nostra società nel panorama italiano dello short track". Peso confermato da alcuni importanti successi, come quello conquistato al 50° Trofeo Nicolodi. Ma anche dalla qualità e quantità di atleti presenti alle diverse competizioni nazionali ed internazionali. Chiudendo il suo intervento - numeri e statistiche si possono consultare nei vari allegati - Antonioli ha raccomandato ai ragazzi di essere sempre costanti negli allenamenti "perchè il lavoro di squadra è fondamentale", senza però dimenticare o mettere in secondo piano lo studio.
Al presidente Maurizio Gurini è toccato "il compito più difficile - ha detto - ovvero quello di presentare i conti della società. Quella che si è appena conclusa è stata una stagione molto impegnativa per la Bormio Ghiaccio, ma anche molto gratificante per i risultati conseguiti e per la partecipazione sempre numerosa dei più piccoli. Purtroppo i costi per sostenere l'attività sono sempre maggiori ed appare sempre più difficile reperire risorse sia dal pubblico che da sponsor privati. Continueremo la ricerca di finanziamenti e sostegni, ma intanto ci troviamo nella necessità di dover chiedere un sforzo in più alle famiglie".
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