I verdi della vegetazione lungo le sponde sono resi ancora più intensi dall’acqua che li riflette e dalla luce chiara che li illumina. Fra le mangrovie, a volte, qualche imbarcazione in approdo a ridosso di casupole dal tetto di paglia ci fa scorgere un lembo di vita quotidiana e pescatori che gettano le reti, in bilico su barchette leggere e a punta. Ibis rossi e bianchi beccano, su fazzoletti di sabbia scura e al nostro avvicinarsi si alzano in volo colorando l’aria. La prima tappa ci porta a Vassouras, piccolo villaggio dove scimmiotte veloci scendono e salgono dalle palme in riva al fiume. La sabbia chiara è dovunque e le amache invitanti occhieggiano in prospettiva tra i tronchi alti e rotondi.
Si riparte per Mandacaru e “il cielo è sempre più blu!!” e fa sempre caldo. Tra casette dal tetto di paglia e piccoli negozietti di lavori eseguiti con la fibra del Buritì (tipica palma) raggiungiamo il faro bianco dalle strisce nere; Farol da Marina. Dopo parecchi gradini il panorama del parco nazionale con il fiume ci appare e spostandoci lo ammiriamo da diverse prospettive. Da lassù , in cima al faro lo sguardo spazia fino al limite della costa del levante. Ancora sul fiume verso l’ultima tappa ; Caburè, una lingua di sabbia tra mare e fiume. Mi incammino verso l’oceano, dopo aver ordinato il pesce per il pranzo. La paglia scura dei tetti fa da sfondo a questo deserto di sabbia.
Le onde sono azzurre e chiare lambiscono la polvere ora rosa ora bianca che copre delicata ogni cosa. Siamo solo noi ,;nemmeno una decina di persone!! E la linea dell’orizzonte si perde lontano. Le onde riescono anche a riempire una grossa buca sulla spiaggia creando una bella calda piscina naturale. Facciamo il bagno qui con le onde che tornano e ci lasciano l’acqua. Qualche abitante del villaggio si concede una sosta nell’acqua calda con noi. Ritorniamo alla pousada dei pescatori per il pranzo : “camurin” (squisito pesce locale ) impanato e fritto accompagnato da una brocca di Abacaxi (ananas), mai bevuto niente di simile !! succo fresco morbido …rinfrescante ,vivace.
Sul motoscafo poi ci fermiamo in una Azenda fluviale con la tipica casa di Farina dove una signora cucina su fornelli di sasso (buchi scaldati dalle braci sotto ) frittelle sottili di manioca.
Nessun commento:
Posta un commento