22 settembre 2011 - La guerra tra due colossi della distribuzione alimentare italiana le COOP e la ESSELUNGA si colora di illiberalita’ e bavaglio alla liberta’ di leggere... (Di Attilio Scotti)
Tutto nasce dalla pubblicazione, tre anni fa di un libro, a firma di Bernardo Caprotti patron della Esselunga , “Falce e carrrello” ( 500 mila copie vendute) che denunciava alcune presunte irregolarità da parte della Coop per contrastare aperture di nuovi supermercati Esselunga in zone e regioni controllate dalle Coop stesse.
Di fronte alla denuncia delle Coop che dichiarava il contenuto del libro come
concorrenza sleale, il Tribunale di Milano ha dato ragione alla Coop accogliendo il
ricorso della stessa, ordinando il ritiro del libro da ogni punto di vendita,
praticamente mandarlo al rogo.
Non entro nel merito della sentenza, ma mandare al rogo libri non è indice
di libertà, io credo che da un libro, anche dal più scorretto, ci si possa difendere
contrapponendo altre tesi e altri punti di vista. Un atto questo del libro
mandato al rogo di una illiberalità senza pari e mi fa rimembrare il famoso film
Fahrenheit 451 ( la temperatura di combustione della carta) nel quale si racconta
che leggere libri è un reato e gli stessi vanno mandati al rogo.
Sono anche sempre più convinto che le grandi multinazionali dell’alimentazione stanno uccidendo le nostre papille e stanno facendo di tutto per unificarle, in modo che saranno loro a decidere cosa dobbiamo mangiare, come e quando. E andremo dritti dritti verso una nuova dittatura che si instaurerà non più con i cannoni ma con l’appiattimento del gusto.
Attilio Scotti
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