16 settembre 2011 - Secondo i dati della CISL in Lombardia quest'anno sono 46 gli infortuni sul lavoro; purtroppo un dato in crescita.
Per le morti sul lavoro non esiste la crisi: aumentano sia a livello nazionale che in Lombardia. Il totale “ufficiale” degli incidenti mortali denunciati e inseriti nel registro infortuni redatto dalla Regione è, ad oggi, di 46. A questi si aggiungono gli infortuni comunque molto gravi e invalidanti, e le malattie professionali. Il territorio più colpito è quello della provincia di Milano (12 incidenti mortali), seguito da Bergamo, Brescia (7 incidenti mortali in entrambi i casi), Mantova 5, Como 4, Varese 3, Cremona e Lecco 2. Le province di Monza Brianza, Lodi, Pavia e il territorio Vallecamonica-Sebino hanno fatto registrare un solo incidente.
I settori produttivi maggiormente coinvolti sono i soliti noti: le costruzioni, l’agricoltura, l’industria e la movimentazione merci. I morti sono quasi esclusivamente di sesso maschile, fatta eccezione per una lavoratrice della provincia di Mantova, investita da un carrello elevatore guidato da un suo collega. Pur registrando, tra le vittime, un alto numero di lavoratori di nazionalità italiana, aumenta in modo considerevole il tasso di mortalità di lavoratori stranieri: molti i lavoratori europei, comunitari e non, con una piccola presenza di lavoratori sudamericani.
Gli incidenti colpiscono giovani e anziani. Si rileva una prevalenza di lavoratori oltre i quarant’anni e di due lavoratori giovanissimi (anno di nascita 1986). In più della metà degli incidenti, il rapporto di lavoro è dipendente non ben precisato; solo in alcuni casi si precisa che il lavoratore era assunto a tempo indeterminato. In un caso era irregolare e in due casi era anche il titolare dell’impresa.
Cisl Lombardia
Nessun commento:
Posta un commento