Villa Wolkowsky, presso Piazza S. Giovanni in Roma, è una sobria ed elegante palazzina, immersa in un vasto parco recintato da alte mura, che s’interrompono nell’ampia cancellata d’ingresso sulla via Conte Rosso... (Di Franco Clementi)
La villa, fino all’ultima guerra, fu sede dell’ambasciata tedesca; dopo il conflitto la Gran Bretagna vi trasferì la sua sede diplomatica presso il Governo italiano.
Gli inglesi infatti se ne impadronirono per almeno tre validi motivi:
- Formava parte della riparazione dei danni di guerra subiti ad opera dei tedeschi.
- La villa era più comoda e bella della vecchia ambasciata britannica di via XX Settembre.
Quest’ultima era stata fatta saltare in aria da militanti sionisti quando era stato il loro turno di fare i terroristi per accelerare la creazione dello Stato di Israele.
Davanti all’ambasciata, che è vicina a casa mia, c’è una cassetta postale. In un giorno dei primi anni ’50 mi sto appunto recando ad imbucare una lettera quand’ecco, dall’ampio cancello della villa, viene avanti una grande macchina scoperta, forse una Bentley: il sedile posteriore è occupato da Elisabetta, la figlia del Re d’Inghilterra.
L’auto procede senza fretta e nel voltare l’angolo rallenta ulteriormente, sì che i passanti hanno modo di riconoscere la Principessa. Sua Altezza Reale è una giovane donna di 26 anni: risponde ai saluti con la mano e soprattutto con un grande sorriso; mi colpisce la vivezza del suo sguardo, come attraversato da un lampo di divertita allegria, che rende piacevole il suo viso.
Elisabetta ha vari motivi per essere felice in quel periodo: in pochi anni la sua vita è mutata. Dopo l’abdicazione dello zio Edoardo VIII e l’ascesa al trono di suo padre Alberto (Bertie per gli amici, Giorgio VI per la Storia), essa ha risalito di colpo parecchi gradini nella scala della successione assumendo il titolo di Principessa di Galles.
C’è stata la guerra ma l’Inghilterra ne è venuta fuori con onore. L’India non è più la perla della Corona britannica e si è resa indipendente, ma lei, Elisabetta, ha sposato da pochi anni il nipote del suo ultimo vicerè, il bel Filippo di Mountbatten, di cui (si dice) è innamorata.
Ora per l’appunto la Principessa sta partendo per Malta ove periodicamente raggiunge il suo sposo, là dislocato per servizio presso la base della Marina britannica, secondo l’uso della migliore aristocrazia d’oltre Manica.
Frequenti dunque i viaggi da Londra a Malta con tappa “tecnica” a Roma.
Ultimamente ho rivisto in televisione Elisabetta II festeggiata per un suo compleanno: l’età, le cure dello Stato, le vicende dei figli l’hanno cambiata.
A me piace ricordare la Principessa sorridente e piena di speranze, come era allora anche la mia giovinezza.
Franco Clementi
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