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lunedì 20 febbraio 2012

FAUSTO SIDOLI: "LA FOLLIA DELLA CREDULITÀ POLITICA"

Eravamo tre amici, tre ingegneri. Ecco: il titolo può essere “tre ingegneri tre“ che quasi tutti i lunedì o i martedì andavano a Milano per faccende professionali. Per la sovraintendenza delle belle Arti o per i Comuni o per la Regione, comunque c’era sempre qualcosa per cui si doveva andare a Milano per queste cose...

Eravamo tre ingegneri, buoni amici, ma di partiti diversi. C’era il democristiano, c’era il liberaleggiante e c’era il socialista. Quindi buoni amici. Andavamo, chiacchieravamo, commentavamo i fatti politici e via dicendo, ma eravamo in ottimi rapporti. La storiella che racconto la chiamo “La follia della credulità

politica“.

Infatti, una mattina o un martedì mattina, uno di noi tre, non il socialista che era alla guida (si guidava a turno); quella mattina il socialista era alla guida. Uno di noi che non guidava dice "cribbio, le elezioni in Milano sono andate male per il partito liberaleggiante perché ha vinto la sinistra” . Chi era alla guida della macchina ( il socialista ) dice “ te sée li nutizì? “. L’altro dice “ Mì li u sentüdi dì ‘sta matìna àla radio: ià dìcc ‘n dèli nutìzi che la giunta de Milàn adès l’è socialista”. Nomi grandissimi come Tognoli, Craxi e via dicendo. Grandissimi personaggi della politica e non erano personaggi da poco.

Risposta del socialista: ma l’è vèra ?

Quello che ha iniziato questo discorso dice : “Hanno fatto già la giunta; quando di notte hanno saputo che avevano vinto, di notte, l’hanno fatta. La giunta si è riunita subito e hanno preso una decisione fondamentale “. "Ma no! No!", dice il socialista che era alla guida, cünta sü, dìmèl ( come si fa quando si ha una notizia piacevole relativa al proprio partito o alla propria ideologia).

Ma no, ma sì! Ià ciapàa na decisiùn, la giunta, ipso facto . Da questa mattina tutta la circolazione in Milano è cambiata. Eh, ma no, cùsa ià facc ? “ .

E’ semplice: il Socialismo è rosso e quindi a semaforo rosso si dà via libera, il verde è della destra e adesso... si chiude. Quindi tutti i semafori a Milano da stamattina funzionano così: con il verde ci si ferma e con il rosso si passa “ Ma, no! Ma sì ! Ma tée mìga sentüü la radio ‘sta matìna? No, lu mìga sentida, dice il socialista.

Te duevét sta atént . Infatti, dai e dai, quello che parlava è stato sostenuto anche dall’altro che aveva capito l’antifona.

“Sì l’è vèra, te mìga sentüü ‘na nutizia del géner iscì impurtant, tì che te sée sucialista e che te ghée bée de ès al curent de la pulitica. Te ‘ndée a Milan e te se mìga che adès a Milan te pàset cun il rùs e te ghée de fermàt cun ‘l verd?“.

Dai e dai e dai, arriviamo a Milano. Stiamo parlando da quasi tre quarti d’ora. Arriviamo ai semafori, grande traffico molto tempo fa non c’era. Infatti, arriviamo dove c’è un semaforo verd . Non c’era nessuno e tranquillamente il guidatore di ferma. Aspetta!! Quando vedi ‘l rùs te pö ‘ndà! Noi avevamo messo una mano sul freno a leva e infatti quando viene rosso, truuuuu… parte.

L’altro gli tira il freno e per fortuna ci siamo fermati. Siamo andati avanti per otto – dieci metri e lì siamo riusciti a fermarci.

Ecco io questo la chiamo “La follia della credulità politica .“

Fausto Sidoli

(a cura di Ezio Maifrè)

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