Nel vecchio dialetto di Stazzona "palesà" si usava
correntemente col significato di "rivelare" oppure "denunciare" o anche
"querelare". (Di Giac)
Anche in Italiano esiste un verbo palesare che però
attualmente si usa piuttosto poco, invece si può usare l'aggettivo
"palese", nel senso di "evidente" o più semplicemente "chiaro".Nei nostri dialetti locali questa parola la si poteva sentire ancora negli anni '50 del secolo scorso. Nel Dizionario Bergamasco di Antonio Tiraboschi, uscito nel 1873, è incluso anche questo verbo: due sono i significati italiani messi in evidenza dal Tiraboschi, palesare e manifestare e niente di più. Questo significa che la parola aveva allora un significato piuttosto preciso, insomma non era di largo uso, esattamente come qui da noi.
Sarebbe bene riflettere che i nostri dialetti sono lingue molto antiche, proprio come il Toscano che oggi è diventato l'Italiano. E questo esige più considerazione e rispetto per loro, che vantano ormai otto secoli di vita come lingue"mature". Dietro al dialetto c'è una cultura locale, ma anche regionale, di decine e decine di generazioni, anche i nostri antenati quelli più lontani, che non conosciamo, ma che sono ugualmente la nostra vita.
Una considerazione sui rapporti con la giustizia: i nostri antenati denunciavano, molto meno di noi, i loro vicini o i famigliari. Piuttosto litigavano anche in modo pesante o discutevano animatamente. Un mio paesano molti anni fa prese a badilate la moglie e finì sui giornali locali, poiché sua moglie lo aveva denunciato. Nel concludere vorrei sottolineare che non necessariamente "palesà" è venuto dall'Italiano, al contrario, non è da escludere che si tratti di un termine giuridico.
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