Dal 31 maggio al 3 giugno, in Aprica, quattro giorni
dedicati alla rievocazione del salvataggio degli Ebrei sfollati
all’Aprica.
Sarà una quattro giorni assai intensa per Alan Poletti,
autore della bellissima ricerca storica e del libro sulla vicenda degli
oltre duecento Ebrei internati ad Aprica tra il 1942 e il 1943, posti in
salvo grazie a una rete di rischiose solidarietà locali. Ma sarà
soprattutto una grande emozione per Vera Neufeld e Branco Gavrin,
all’epoca bambini, rivedere per la seconda volta i luoghi d’un periodo
della loro infanzia e la fuga attraverso il confine svizzero. Una prima
volta, infatti, essi l’hanno già rivissuta interamente qualche anno fa.Soprattutto sarà, per gli Aprichesi e gli ospiti che vorranno partecipare, un'occasione importante per ricordare un lontano e triste passato, durante il quale però vennero alla luce anche il miglior spirito e il miglior carattere dei nostri padri e nonni. Quasi tutti si distinsero per ospitalità, molti per fratellanza e alcuni anche per abnegazione nell'aiuto disinteressato agli sventurati Zagàbri. Ci sarà occasione per ricordarli tutti durante le cerimonie previste, compresi ovviamente quelli fortunatamente ancora in vita. E all’Aprica sono più d’uno.
Si inizia il 1° giugno, con la posa di una Stele della Memoria nel Giardino di Via Elvezia a Tirano, in ricordo di quanti collaborarono, nel Tiranese e in provincia, al salvataggio di quegli Ebrei perseguitati dalle leggi razziali. Uno degli eventi più significativi e rilevanti per il numero degli interessati, fu il trasferimento in Svizzera, organizzato con l’apporto di parroci, finanzieri, carabinieri e guide, degli Ebrei di Aprica.
All’avvenimento ha dedicato accurate ricerche negli archivi inglesi, svizzeri e romani il prof. Alan Poletti, docente universitario a riposo e nipote di un emigrato di Villa di Tirano in Nuova Zelanda. Il suo studio, già edito in lingua inglese col titolo A second life. Aprica to salvation in Switzerland 1943 è stato tradotto a spese dell’autore ed è stato pubblicato, per conto del Comune di Aprica, nelle edizioni del Museo Etnografico Tiranese con il titolo Una seconda vita: Aprica - Svizzera 1943, la salvezza (Sondrio 2012, pp. 155).
Il Comune di Tirano ha fatto i passi necessari per la realizzazione del monumento ed ha identificato come luogo più idoneo il giardino pubblico di Via Elvezia che si trova al centro dell’imbocco della Valle di Poschiavo, di fronte al Commissariato di Pubblica Sicurezza. È questo un luogo simbolo della frontiera e del confine in senso concreto e anche ideale. Il monumento si chiamerà Stele della Memoria e sarà visibile a chi percorrerà la variante della Statale 38 che porta al valico di confine di Stato di Piattamala e a chi transiterà a bordo del Trenino Rosso del Bernina che collega Tirano a St. Moritz, da qualche anno iscritto nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.
Antonio Stefanini
Nessun commento:
Posta un commento