17 maggio 2013 - Un vecchio adagio recita “Donne e motori,
gioie e dolori”. Pur ritenendomi fortunato dopo quasi 50 anni di guida,
ho maturato una notevole esperienza con qualche “inconveniente”, che vi
sintetizzo. (Di Ferrari Bernardo Gabriele)
Fiat 500L, perfetta. Maggiolino W 1200, un pistone bucato
tornando da Milano e sostituzione dell’intero motore. Renault R5, sulla
tangenziale Est di Milano, rottura del manicotto radiatore e
guarnizione della testa bruciata. Renault R5 TS, tre rotture di marmitta
in garanzia. Jeep Willys, seconda guerra mondiale, perfetta, ma beveva
come un cammello. Lancia Delta, rottura del motorino tergicristalli,
proprio durante un temporale con sosta forzata a Brescia. Fiat Argenta,
motore Diesel, perfetta. Jeep CJ3 Diesel Perkins 1760, rottura cavo di
spegnimento a Vieste nel Gargano, poi rottura di un bullone leveraggio
frizione in Liguria mentre ero diretto a Monte Bego in Francia verso la
valle delle meraviglie: weekend in officina! Alfa Romeo GTV, rottura
pompa frizione idraulica e rottura tubo alimentazione benzina. Jeep
Renegade 2400 Diesel Isuzu, perfetta. WV Passat, radiatore difettoso. WV
Golf 1800, rottura radiatore riscaldamento interno. Moto Suzuki GT380,
pistone bucato. Ma non basta avere il motore OK. In Inghilterra e in
Scozia, non mi preoccupavo di guidare a sinistra, di parlare in inglese,
di capire i loro strani cartelli stradali, di trovare l’alloggio o il
ristorante.Ero veramente preoccupato di rimanere a secco per l’embargo petrolifero: impossibile trovare gasolio. E chi ha un motore Diesel sa che fare lo spurgo aria significa svitare i tubi degli iniettori e pompare il gasolio con la pompetta a mano, fino a quando fuoriesce: uno sporco lavoro con notevole perdita di tempo. Il guaio più pericoloso mi è successo vicino a Roma, tornando da una esercitazione con il mio carro armato Sherman, il primo della squadra di 12 carri, dopo l’LM113 di trasporto del capitano. Il motore stellare 12 cilindri Rolls Royce ha cominciato a fare fumo per un principio d’incendio. A bordo eravamo in sette, con 630 litri di benzina super e l’inferno ci stava sfiorando. Come capopezzo ho urlato: “tutti a terra!”. Poi volteggio, estintori, e… cavo di traino fino in caserma a Bracciano. Solo alla morte non c’è rimedio e l’inferno dovrà attendere.
Nei giorni scorsi ho scoperto una piccola macchinina elettrica (in vendita nei concessionari autorizzati), una via di mezzo tra un go-kart e la Smart. Si chiama Twizy, 4 ruote, due posti in linea (ovvero non affiancati), porta con apertura verso l’alto. Salgo, metto una doppia cintura di sicurezza perché ha anche l’air-bag, giro la chiave, tolgo il freno a mano e leggo: “OK”. Schiaccio il tasto sul cruscotto per la marcia avanti (o indietro) e ricevo luce verde: “GO” (vai). Schiaccio l’acceleratore e l’auto parte silenziosa; poi freno per fare lo stop e riparto deciso. Ottima l’accelerazione, la visibilità è completa, le sospensioni sono un po’rigide e si sentono le asperità dell’asfalto: sicuramente non ci si addormenta per il silenzio.
La Twizy che ho provato era priva di vetri laterali, ma con il nostro clima ventoso, piovoso, nevoso, freddo non è il massimo della libidine. Andrebbe equipaggiata almeno di finestrini di plastica trasparente, e di un riscaldamento elettrico per non gelare da ottobre a marzo. Altrimenti non è full-time ma di uso limitato come una moto. Per ricaricare le batterie bastano tre ore e poi si fanno 100 km con un costo di 2€; frenando l’energia non si disperde nel vento sotto forma di calore ma fa ricaricare le batterie. La velocità massima è di 80 km/h; il modello 45 Urban ha velocità di 45 km/h e quindi è impossibile prendere multe per eccesso di velocità anche nell’uso cittadino. Ha una massa a vuoto con autista di 445 kg, carico utile 110 kg, e considerando che è larga meno di 1,50 m si parcheggia comodamente come una grossa moto. Non si paga il bollo, l’assicurazione costa 200€ all’anno e non inquinando con gas di scarico può circolare anche nei centri urbani. Da internet vedo che costa 6990€, anticipo 1500€, e rate da 126€ per 60 mesi.
Se una parte dei nostri giovani, di donne, ragazze, madri con un figlio solo opteranno per questa scelta del futuro ecologica avremo risolto parzialmente il problema del rumore, dell’inquinamento da CO2 e PM10, dei parcheggi anche nelle nostre città di provincia.
Il Cittadino Tiranese,
Ferrari Bernardo Gabriele
Ferrari Bernardo Gabriele
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