La rubrica, a cura di Ezio Maifrè, per capire i modi di dire
dialettali, grazie alla spiegazione e ad un racconto specifico.
Questa rubrica settimanale dei
"modi di dire", nel contesto del racconto, ha lo scopo di rammentare in
gergo dialettale una espressione e non si riferisce a fatti e a persone.
Non solo i santi hanno l’aureola o
l’aurea di grazia che li circonda ovunque vadano. L’aurea, sebbene non
fosse un santo, l’aveva anche Graziano. La sua aurea invisibile era il
suo alone puzzolente. Quell’alone era forte, era una di quella puzza
acre che ti toglie il respiro, chiudi le narici e tappi la bocca con
le mani . L’aurea dei santi , è un profumo delicato, gradevole di
violetta e a volte di rose. Quello di Graziano puzzava di selvatico. Si
lavava ogni morte di vescovo e, da quando era nato, di vescovi ne erano
morti quattro. L’uomo era un bonaccione, gran lavoratore , ma con
l’acqua aveva un cattivo rapporto. Il motivo c’era: ve lo racconto.
Ero un bambino e, negli anni ’50 ,
chi ha la memoria buona e purtroppo i capelli grigi, in località
Colonia , dove ora c’è il Parco degli Olmi in Tirano, vi erano due
vasche d’acqua. Una piccola e una grande . In quella piccola l’acqua
arrivava alle ginocchia, in quella grande era profonda un paio di
metri. Erano quasi sempre piene. L’acqua era derivata dall’Adda tramite
una canaletta e quell’acqua era, quasi sempre, batteriologicamente
pulita, ma di color grigiastro poiché conteneva del limo.
Era là il lido dei nostri tempi.
L’acqua era sempre fredda. Appena immersi, dopo pochi minuti, dovevamo
risalire dalla vasca e correre come leprotti tra i sassi rotondi
dell’Adda, con la pelle d’oca e di color paonazzo. Le mutande, con il
loro contenuto, si rattrappivano come i panni di bucato strizzati.
Graziano era uno dei bagnanti e quel giorno eravamo in tanti. Graziano
si tolse subito le scarpe, la canottiera, le braghe corte e restò un
mutande. Le sue mutande erano decisamente larghe e talmente sbrindellate
che a mala pena facevano i loro mestiere. Però erano di tessuto così
forte che gli salvò la vita. Le vasche erano piene , l’acqua era
grigiastra per il limo e non si vedeva il fondo. Dimenticavo: Graziano
non sapeva nuotare. Anzi no, lui diceva che sapeva nuotare a “ quadrèl “
, cioè a mattone, che notoriamente vanno a fondo in un baleno. Pensando
d’essersi messo sulla vasca con l’acqua bassa si gettò come nell’acqua
come un’anguilla.
Pluft, pluft, un paio di
su e giù e più non lo vedemmo. Fortuna volle che con noi c’era Giuliano,
uno più grandicello di noi che sapeva nuotare. Si gettò in acqua. Lo
vedemmo nuotare sotto l’acqua torbida. Prima prima in modo tranquillo,
poi in modo affannoso perché non trovava Graziano sul fondo della vasca.
Io e gli altri miei amici gridavamo per lo spavento. Poi d’un tratto
ecco emergere Giuliano. Aveva afferrato Graziano per le mutande e lo
aveva portato a galla , poi lo aveva trascinato fuori dalla vasca. Due e
tre colpi di tosse, due e o tre sbuffi di acqua e poi ecco Graziano in
piedi. Lo spavento sfumò in risate, ma Graziano disse: basta, d’ acqua
ne ho bevuto abbastanza. Da oggi non la tocco più. E così fece. Da
piccolo incominciò a odorare di sporco, da giovanotto a puzzare, da
anziano il sua puzza era divenuta tanfo insopportabile. ‘L spüzza cùma ‘n busc,
puzzava come un caprone. Graziano puzzava, ma era un buon uomo e buon
fedele cattolico. Tutte le domeniche si recava in chiesa. Lui trovava
sempre posto anche nei primi banchi. Intorno a lui, a causa della sua
aurea puzzolente, si creava il vuoto per almeno tre banchi intorno .
Dicevano: Graziano ‘L spüzza cùma ‘n busc, non si riesce a stagli intorno. Dopo un poco rimani gasato.
Al parroco balenò un’idea che però
sfumò a causa del costo eccessivo. Voleva fare istallare , come nella
grande chiesa di Santiago di Compostela, un immenso turibolo d’argento
che, sollevato con un grosso cavo manovrato dai fedeli spargesse intense
nuvole d’incenso per rendere meno impregnata l’aria di quell’effluvio.
In verità pensò, ma non lo disse, che quel turibolo poteva servire
anche per coprire il profumo, a volte sgradito, di alcune signore che
ritenendo di creare una piacevole atmosfera intorno a loro ammorbavano
la chiesa, recando disagio ai fedeli. Il parroco , aveva pensato che
tutto sommato, era più gradevole la presenza di Graziano anche se “’l spüzzava cùma ‘n busc “, perchè il suo odore è “ nature “.
Ezio Maifrè
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