E' stata giudicata senza fondamento dalla procura di Milano la querela contro il docente (in prima fila nella difesa dell'identità dei prodotti di montagna) della Moro Pasta e del Comitato Valorizzazione Pizzoccheri Valtellina.
Il Prof. Corti aveva criticato la IGP Pizzoccheri Valtellina per lo scarso legame del prodotto industriale (con grano saraceno, ma in prevalenza di grano duro) con la preparazione pastaia tradizionale di Teglio (codificata anche dall'Accademia del Pizzocchero).
Faceva anche rilevare che la produzione del pizzocchero industriale proviene in prevalenza non dalla parte Valtellinese della provinia di Sondrio ma bensì da quella valchiavennasca (Valle della Mera) ove i pizzoccheri sono tradizionalmente preparati "al cucchiaio" con farina di grano tenero. Due valli geograficamente, oltretutto, economicamente, culturalmente, e gastronomicamente ben distinte. In questo contesto riteneva ingiustificata l'esclusione di ditte che producono i "Pizzoccheri della Valtellina" (in versione industriale) da decenni in provincia di Bergamo.
Forte di questa sentenza il Prof. Corti proseguirà con rinnovato impegno e vigore la sua battaglia a favore del Bitto storico con Paolo Ciapparelli, la Società Valli del Bitto e i produttori degli alpeggi storici, sino al riconoscimento ufficiale della differenza tra le due produzioni. "Resta il rammarico - ha detto Corti - che in Valtellina (e a Teglio) nessuno si sia voluto "esporre"".
Nessun commento:
Posta un commento