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lunedì 25 novembre 2013

FUSIONE DEI COMUNI DEL MORTIROLO, PARIGI: "NON MI CANDIDERO'"

24 novembre 2013 - Giovedì sera, alla Sala della Comunità di Lovero, si è svolto l'incontro pubblico dedicato al progetto di fusione dei 5 comuni di Grosotto, Mazzo, Tovo, Vervio e appunto Lovero. A esporre i motivi del "sì" gli amministratori e i sindacati.

Il Sindaco del Comune, Annamaria Saligari, ha ringraziato i circa 50 loverini presenti invitandoli ad ascoltare attentamente le ragioni che l'hanno spinta "a prendere parte ad un progetto di portata storica". Accanto a lei erano presenti gli altri quattro sindaci coinvolti nel progetto di fusione; Patelli sindaco di Grosotto, Pruneri sindaco di Tovo, Saligari sindaco di Vervio e Parigi sindaco di Mazzo. A sostegno del SI' nel referendum del 1 dicembre erano presenti anche i rappresentanti sindacali Ettore Armanasco CGIL e Domenico Pini CISL.
Il sindaco di Lovero ha aperto il dibattito ricordando che il Comune di Lovero è stato l'unico tra i consigli comunali coinvolti che, nel luglio 2012, ha votato all'unanimità il progetto di fusione e “ciò dimostra come quest'iniziativa non sia l'esito della scelta di una sola parte politica.”
Saligari ha illustrato poi i motivi che hanno spinto la sua Amministrazione ad aderire a questo progetto. “Dal 1 gennaio 2014 a seguito al Decreto Legge sulla “Spending-Review” n. 95 del 06 luglio 2012 , la gestione dei comuni sotto i 1000 abitanti cambierà radicalmente; i piccoli enti infatti dovranno condividere in modo associato tutti i servizi e le funzioni, non avranno più una giunta e il sindaco avrà pieni poteri decisionali. Da anni, inoltre, tagli trasversali indipendenti dalla buona amministrazione dei Comuni, hanno reso difficilissima la gestione dei piccoli Municipi impedendo ad esempio l'accesso a mutui per opere importanti per lo sviluppo del territorio a seguito della diminuzione della percentuale di indebitamento. La nascita del nuovo comune permetterà invece un miglior governo dell'ente attraverso una riorganizzazione dei servizi e una specializzazione e riqualifica del personale già assunto. La fusione non determinerà mai una perdita dell'identità, della tradizione e della cultura del proprio paese, ma permetterà al nuovo soggetto amministrativo di offrire ai propri cittadini più servizi e, se possibile, ad un minor costo.”
Il Sindaco ha poi voluto confutare alcune delle principali argomentazioni del “comitato del NO”. precisando che tutti i Comuni coinvolti nel progetto “godono di una buona salute finanziaria e i livelli di indebitamento di ciascuno sono ampiamente sopportabili. In particolare ha voluto sottolineare come il debito del comune di Lovero non ammonti alla cifra di 1.600.000€ paventata da voci di paese, ma alla cifra più contenuta di 600.000€ di cui poco più di 250.000€ relativi a mutui contratti dall'attuale amministrazione loverina a fronte di quasi 300.000 € dati da Regione Lombardia a fondo perso. Il Comune di Lovero - ha concluso Saligari - ha un avanzo amministrativo di circa 450.000€ e dal progetto di fusione potrebbe ricavare ulteriori introiti economici”.
Di seguito si sono espressi i sindacati che hanno spiegato come la scelta della fusione sia “l'unica a permettere ai Comuni di garantire servizi a basso costo oggi e sempre più nel futuro”. Armanasco ha spronato i presenti a “fare una scelta importante pensando al bene delle nuove generazioni senza lasciarsi intimorire dalla paura del cambiamento”. Pini ha invitato i futuri amministratori a “porre l'attenzione ai nuovi piani di governo del territorio e alla riqualifica del personale e dei servizi all'interno del nuovo ente”.
È toccato al Sindaco di Mazzo spiegare i passi salienti che hanno condotto le 5 amministrazioni fino a questo punto, specificando che “i tempi stretti non hanno dato molto margine per poter discutere ampiamente con i cittadini in merito alle scelte da effettuare”.Parigi è poi entrato nello specifico andando ad elencare alcune possibilità di servizi aggiuntivi che si andrebbero a creare per la popolazione del nuovo Comune come “la realizzazione della centralina di Mazzo, la possibilità di accedere a nuovi mutui, la cancellazione del patto di stabilità per 3/5 anni, la creazione di un ampio ufficio tecnico specializzato, la creazione di servizi domiciliari per anziani facendo riferimento alla struttura della Casa di Riposo di Grosotto e la riconoscibilità anche fuori provincia grazie al “marchio”del Mortirolo...”.
In merito all'organizzazione del nuovo Comune, Parigi ha specificato che “non esiste ancora uno statuto o un programma specifico per la strutturazione del nuovo ente in quanto, di comune accordo, i cinque attuali Sindaci per dovere di coerenza, hanno preferito lasciare questo compito ai futuri amministratori tra i quali, ha precisato, il suo nome certamente non comparirà non avendo intenzione di ricandidarsi”.
Terminate le relazioni di sindaci e sindacalisti è stato lasciato spazio alle domande dei cittadini.
Il primo intervento è stato quello dell'ex Sindaco di Lovero e attuale capo della minoranza, Dino Parravicini il quale ha manifestato una serie di dubbi e perplessità in merito al progetto, pur riconoscendo di aver votato a suo tempo in favore della fusione e continuando a propendere per il SI'. Innanzitutto ha spiegato ai cittadini presenti in sala che il referendum ha un valore consultivo e l'ultima parola spetta comunque alla Regione Lombardia che potrebbe scegliere, come successo nel caso di Gravedona, per la fusione anche qualora i cittadini si esprimessero a maggioranza per il NO.
Parravicini ha lamentato inoltre la scarsa informazione offerta dai Sindaci attuali ai cittadini in merito al progetto, ricordando come all'incontro a Mazzo del 25 luglio scorso non abbia fatto seguito alcun altro appuntamento pubblico fino ad oggi. Infine, ha accusato la mancanza di un programma che chiarisca almeno come saranno risolte alcune differenze sostanziali che al momento si verificano nella gestione amministrativa dei diversi Comuni coinvolti quali la tassazione Irpeff pagata al momento solo dai cittadini di Mazzo e Grosotto e la gestione del Servizio idrico integrato.
Parravicini si è poi congedato dal pubblico e dai Sindaci presenti con una domanda: “Siamo in grado di dire che con questa fusione i costi dei servizi diminuiranno o forse aumenteranno?”.
Ulteriori chiarimenti sono stati poi richiesti dal pubblico in merito alla figura del Prosindaco, alla posizione del comune di Sernio, a come si concilierà la naturale propensione dei cittadini loverini a sentirsi più legati alla realtà tiranese che a quella della media valle.
A tutti ha risposto il Sindaco Annamaria Saligari, specificando che la figura del Prosindaco non ha valore istituzionale, non è remunerato ma sarà una figura transitoria scelta dal Sindaco per le prime fasi della fusione per farsi portavoce delle esigenze delle singole comunità. Il Comune di Sernio ha deciso di non prendere parte al progetto e pertanto non lo potrà fare in seguito, ma necessariamente da gennaio dovrà gestire i propri servizi in modo consociato o con il nuovo ente comunale o con Tirano.
Il voto al referendum non è cumulativo, ogni realtà ha il suo peso e l'orientamento di Regione Lombardia è quello di attuare la fusione solo se in tutte le realtà comunali vincerà il SI'. Se il progetto di fusione andrà a buon fine, presumibilmente nel mese di febbraio, le attuali Amministrazioni comunali decadranno e saranno commissariate fino alle nuove elezioni di maggio 2014 dove nuove liste con nuovi volti giovani, auspica Annamaria Saligari, saranno in grado di proporre programmi attenti alle esigenze e tradizioni di ogni comunità e nel contempo elaborare uno statuto che unifichi diverse realtà sotto l' unico logo del Mortirolo, Borghi o Pieve a seconda di cosa i cittadini sceglieranno.

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