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lunedì 25 novembre 2013

IL PARADISO NON PUO' ATTENDERE

24 novembre 2013 - Sto leggendo un libro meraviglioso e unico che dovrebbe esserci in ogni casa, in tutte le biblioteche, negli ospedali, in ogni dove. (Di Bernardo Gabriele Ferrari)

Una biografia (e direi anche autobiografia) della dott.ssa Ludovica Buzzetti di Chiavenna, a cura di Sonia Barini. Sono stato colpito da due avvenimenti avvenuti a Gravedona, località soleggiata dell’alto lago di Como a pochi chilometri dalla Valtellina.
  • Il primo riguarda la scomparsa e la tragica morte per annegamento di una giovane madre di Mello, Francesca Tarca di 33 anni, che lascia marito e figlia di 3 anni. Una pena infinita dopo 18 giorni di disperate ricerche.
  • Il secondo riguarda la prematura scomparsa della dott.ssa Ludovica Buzzetti di 34 anni, medico oncologico (onkos = massa, mentre cancro-tumore-neoplasie sono sinonimi) presso l’ospedale di Gravedona, che lascia marito e figlio Christian di 2 anni. Un dolore incolmabile e straziante.
Il libro che ho fra le mani riguarda proprio la vita di quest’ultima attraverso i racconti di chi l’amava e la stimava per il suo prezioso lavoro. La descrivono le sue colleghe, i dottori, il marito, i genitori, i sacerdoti, gli amici ecc.
Queste sono alcune date salienti: nata a Chiavenna nel 1977 si è laureata a Pavia nel 2003, si è sposata il 13 settembre 2008 e dopo la maternità e l’allattamento scopre di avere un tumore al seno. Iniziano quindi gli esami, l’intervento di mastectomia, le cure chemioterapiche, la radioterapia, come una Via Crucis proprio nel “suo” ospedale, come legge suprema della vita cristiana: morire per vivere. Oltre a Lourdes dove era già andata anni prima, fa ripetuti viaggi a Medjugorje il 23 marzo e il 25 di settembre, perché la Gospa è apparsa per la prima volta il 24 giugno 1981, ma solo il giorno dopo, il 25, ha parlato ai veggenti. Forse ci siamo pure visti o incrociati a capodanno 2012 perché mi ricordo che alcuni salivano a piedi nudi e avevano tutta la mia ammirazione. Fare un percorso simile, fra sassi spigolosi (leggermente levigati in punta dall’usura) è da autentici martiri perché è un percorso massacrante e faticoso anche con comodi scarponcini o scarpe da ginnastica. Se a ciò aggiungiamo la malattia e la mancanza di respiro è un sacrificio oltre l’umano, che Ludovica ha fatto a piedi nudi anche sul Podbrdo, la collina delle apparizioni. (Consentitemi una piccola divagazione: mentre scendevo dal Podbrdo, poco dopo la statua della Gospa, ho visto una ragazza di 16-18 anni che camminava come una scimmia a 4 zampe, perché era caduta e non si fidava più delle sue gambe. I pellegrini frettolosi la scansavano e passavano senza fermarsi. Mi è subito venuto in mente il vero concetto cristiano “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te” e il mio braccio distinto si è teso: <>. Ha sollevato il viso con sorpresa, scuotendo i lunghi capelli neri dalla nuca e mi ha guardato meravigliata per alcuni secondi; poi ha visto il mio lungo bastone di bambù (Alpenstock) e con uno scatto si è aggrappata alla mia mano come fossi il Buon Samaritano. Aveva una incredibile stretta per dare e prendere forza. Dopo circa un’ora di discesa in religioso silenzio su tale pietraia terrificante (provare per credere!) l’ho lasciata sana e salva alla base di partenza sotto la croce blu, fra le braccia dei genitori che non sapevano più come ringraziarmi. Ho risposto con un semplice sorriso perché questa è la normalità di Medjugorje: un’oasi di pace, di fede, di serenità, di speranza, di bontà, di amicizia. Poi sono risalito sul Podbrdo per recuperare e aiutare mia moglie che era in difficoltà per la stanchezza).
 
Ritornando al libro, avrei altre mille cose da aggiungere ma non voglio togliervi tale esperienza di fede, di dolore, ma soprattutto di amore. Fate tesoro di alcune parole del marito di Ludo, Massimo: “Se alle porte della vita bussa una disgrazia, una malattia o altro, non date colpa a Dio, lui non vuole il vostro male. Dio è amore, pace e misericordia, affidatevi a Lui nella preghiera e vi darà il giusto conforto. Ludovica ed io ci siamo affidati a Lui, abbiamo abbracciato il suo messaggio d’amore e abbiamo ricevuto il miracolo, che non deve corrispondere per forza alla guarigione fisica, perché potrebbe essere una guarigione spirituale come è avvenuto a noi. A me manca moltissimo la mia adorata Ludo, ma non sento più il dolore della sua scomparsa perché so che è in un posto bellissimo ed è felice e ci guarda e guida in ogni momento”.
 
Quando, nel giorno delle ceneri, ricevo sul capo un pizzico di cenere il sacerdote mi dice: “Ricordati, uomo, che sei polvere e polvere ritornerai”. A Ludovica avrebbero dovuto dire: “Ricordati, donna, che sei luce e luce ritornerai”.
 
“Il Cittadino Tiranese”
Bernardo Gabriele Ferrari
 
Bernardo e Sandra a Medjugorie_1
Bernardo e Sandra a MedjugorieBernardo e Sandra a Medjugorie
 
N.B.: il libro (7€) lo potete trovare in ogni libreria e i proventi sono interamente devoluti all’A.L.S.O. Associazione Lariana Sostegno Oncologico – Camminiamo Insieme, di cui Ludovica è stata anche fondatrice.
P.S.: alla casa editrice ELLEDICI – 10096 Leumann TO vorrei dare un consiglio, dicendo che tale libro meraviglioso meriterebbe le 13 foto non in b/n ma a colori, su carta patinata, perché tale libro non vale 7€, ma 70 volte 7.

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