Un giro piacevole dove portavo le mie amiche a sentire il canto degli augelli (uccelli) e il melodioso fruscio del vento che accarezzava le canne della palude. Un luogo incantato fuori dal tempo simile all’estremo oriente, con un silenzio rilassante di acqua quieta su cui nuotavano file di anatre. E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di sensazioni delicate e il tempo si dilata.
Nei giorni scorsi ho trovato il passaggio sbarrato da un muro invalicabile di vegetazione e non essendo munito di machete e di stivaloni da pescatore per superare un canale (con passerella che nuotava liberamente) ho dovuto desistere. Non mi è rimasto altro che scuotere la testa e piangere disperatamente come un vitello che ha perso la sua mamma. Povera Italia, siamo proprio conciati male…
“Il Cittadino Tiranese”
Bernardo Gabriele Ferrari
Bernardo Gabriele Ferrari
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