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giovedì 5 dicembre 2013

"IL CASTELLO DI S. MARIA IN TIRANO E LA SUA VALORIZZAZIONE"

4 dicembre 2013 - [GUARDA LE FOTO] Proseguono i contributi dei cittadini tiranesi per il programma delle prossime elezioni amministrative. Questa volta si parla del Castellaccio.
"IL CASTELLO DI S. MARIA IN TIRANO E LA SUA VALORIZZAZIONE"
Molti di noi, la sera, guardando Tirano illuminata avranno volto lo sguardo verso il Castelàsc o castello di S. Maria. Di giorno appare immerso tra il verde, ma la notte la sua torre e la sua imponente struttura si vedono da lontano nella loro bellezza avvolta nella luce gialla delle lampade al sodio, come torre di guardia per l’intera città. E’ piacevole vedere quel castello di fine ‘400 che pare signoreggiare ancora oggi sulla città di Tirano, un tempo raccolta nelle antiche mura , ora dilagante senza soluzione di continuità, in tutta la conca. La notte quel castello illuminato par gareggiare con le luci del magnifico tempio della Madonna di Tirano.
Ricordo il castello, negli anni ’50, quando le erbacce e le sterpaglie invadevano le sue mura. Ne ebbi dispiacere quando le due “ sale “ sotterranee alla torre furono rese stagne e usate quali cisterne d’acquedotto comunale. Ricordo quando fu installato un ’ orrendo traliccio per l’energia elettrica tra le sue strutture. Lo ricordo per la sua strada d’accesso invasa parecchie volte dalla rovina delle acque che scendevano da monte tra le selve di castano invadendo anche la contrada di S. Maria e Porta Milanese.
Insomma lo ricordo, negli anni della mia gioventù, abbandonato a se stesso.
CASTELLACCIO
In questi ultimi anni le cose sono cambiate. Il Castelàsc ha cambiato veste. E’ stato ripulito. Le sue mura sono state rese sicure. Sono state recuperate le due “sale“ , svuotandole dall’acqua, grazie all’attenzione delle ultime amministrazioni comunali.  In verità qualcosa si potrebbe ancora fare per la cura della cinta muraria di Tirano. Ma bene hanno fatto gli amministratori poiché quel castello è motivo d’orgoglio e appare sullo stemma della città di Tirano con l’aquila “rampante“.
Tra gli ultimi lavori è stata "recuperata” la stupenda “piazza d’armi“ che io considero il “ balcone di Tirano“. Quel luogo, per molti giardino segreto e inaccessibile per anni, non lo era per me. Da ragazzo trovavo sempre il modo di accedervi. Tra le edere rampicanti sul torrione verso il Dosso mi accucciavo solitario, guardando per ore il mio paese, pensando al fascino delle storie raccontate dai vecchi su quel maniero.
Mi scuso se mi sono dilungato sui miei ricordi , ma l’ho fatto per far intendere che ora il Castelàsc, dopo essere stato oggetto di restauri di notevole importanza, deve essere anche “goduto e amato“.
Goderlo e amarlo significa viverlo e per viverlo occorre frequentarlo. Ricordo alcune manifestazioni, in quel sito, di alcuni anni fa. Lassù hanno risuonato in tutta la conca i “ corni svizzeri “ . Presso quella torre si sono uditi canti, letture dialettali, letture poetiche e anche una emozionante “ via Crucis “ .
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Nella stupenda piazza d’armi si sono visti i bagliori delle luci dei “paiaröi“ mentre “sa brüsava la vègia” tra mille volti illuminati sulle mura. Stupendo spettacolo da ripetersi; sì, sono da ripetersi ogni anno; da ripetersi tra la frescura dell’aria che spira dalle selve.
Ci si chiede: perché non togliersi la voglia di bere un “calicino“ di rosso Valtellina gustando il chisciöl o la polenta nella piazza d’armi, in una idonea e piccola struttura? Perché non sedersi in comode panchine presso le mura tra il castello e nella piazza d’armi con un buon libro e,durante le pause di pensiero , godersi la vista della nostra bella cittadina? Perché non organizzare , oltre alle visite guidate, eventi culturali, esposizioni d’opere d’arte nelle due “ sale “ sotto il torrione? Perché non trovare un “ tutore “, cioè una persona o una associazione che si prenda cura di tutte queste cose? Mi par giusto che l’amministrazione comunale debba concedere attenzione e promozione a queste molteplici iniziative , ma tali iniziative devono essere pensate , realizzate e finanziate dall’iniziativa privata, da associazioni, dal volontariato che a Tirano certamente non manca.
Quando poi si pensa ad un ritrovo, si pensa alla possibilità d’avere un sito piacevole e il Castelàsc certamente lo è. Può dunque essere un luogo di svago, dove l’arte , la musica, il canto possono essere di casa e, in particolare, un luogo per goderci in santa pace la nostra enogastronomia.
il meraviglioso balcone su Tirano può diventare, con una spesa ragionevole e spalmata nel tempo, “ il ritrovo “ , ma occorre la buona volontà e l’iniziativa privata. Il ritorno economico certamente si avrà poiché molta gente ama quel castello e in particolare la “piazza d’armi “ , palcoscenico irripetibile per il territorio tiranese. Il turismo, al giorno d’oggi ,esige bellezza, accoglienza e gradisce un territorio che “ viva e ricordi “ la sua storia.
Lettera firmata

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