Poi, quando ci si alza da tavola si può chiacchierare, giocare a carte o fare altre cose come guardare la Tv oppure ascoltare musica. La famiglia di oggi è meno numerosa di quella dei secoli scorsi: i genitori più uno o due figli. Ma il giorno di Natale possono fare visita altri parenti o amici. La grande maggioranza degli italiani vive oggi in case più confortevoli, ben riscaldate e con svariati "confort". Certo nemmeno in questa società i problemi mancano: d'altra parte la vita è così, un succedersi di momenti buoni e altri più difficili, pertanto si vive più a lungo oggi, in condizioni economiche e sanitarie molto migliori.
E' pur vero che, pensando al Natale, riflettendo, ad esempio, sul significato del presepio, ci si rende conto che il Natale propone un famiglia, Maria, Giuseppe e Gesù, il neonato. Una famiglia che è in difficoltà dal momento che il "Bambino" è nato in una stalla, attorniato da un bue e un asinello. Una situazione simile era certamente più facile da capire due secoli fa, quando la gente si incontrava nelle stalle, alla sere, per vegliare, mentre noi oggi siamo abituati a vivere in appartamenti moderni.
Un tempo, nei nostri paesi di montagna si vivevano i disagi della povertà o delle ristrettezze economiche. Nelle strette cucine-soggiorno dei paesi di campagna, i nostri antenati si stringevano attorno al focolare, seduti sulle panche con schienale, in locali densi di fumo. Poi ci si coricava alla sera presto in stanze piuttosto anguste che di solito si trovavano al primo piano. Dire che una famiglia o un comunità di un paese rurale o di montagna fossero felici non credo sia giusto, semmai allora si accettava questo modo di vivere senza lamentarsi troppo.
Oggi all'opposto, a volte, anche le famiglie più agiate, raramente si sentono appagate, piuttosto spesso borbottano, o criticano tutto e tutti. Nella realtà attuale si sente parlare di "qualità della vita". Indubbiamente una società povera non sa cosa significhi "qualità della vita". All'opposto, nemmeno una società opulenta, molto ricca, può godere di una "qualità di vita" soddisfacente:al contrario un paese molto ricco può essere preda dell' avidità di guadagno. La ricchezza a un certo punto può creare un vuoto di progetti e di iniziative, o quello che è ancora peggio è un vuoto di sensibilità: cosicché la società corre il rischio di decadere.
In effetti, si vive bene nel "giusto mezzo", quando si mantengono ritmi di lavoro non ossessivi, in modo che il lavoro lasci uno spazio a qualche altra attività fisica o sportiva che permettano di salvaguardare l'equilibrio fisico e mentale. Insomma, il benessere delle persone e famiglie sono strettamente dipendenti nel senso che un'ambiente famigliare ideale favorisce anche la crescita delle persone che lo compongono.
Giac
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