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sabato 5 luglio 2014

GUERRA AI CINGHIALI, I SUGGERIMENTI DI KATIA SALA

Da lunedì 30 giugno Teleunica Sondrio e Teleunica Lecco hanno deciso di dare le notizie giornaliere contemporaneamente. Ciò significa che le emittenti hanno dato la possibilità ai loro cronisti di godere le meritate vacanze estive. Come inizio di questa collaborazione ho avuto il piacere di rivedere sul video, lunedì 30 giugno, la graziosa presentatrice che, anni or sono, ho avuto il piacere di conoscere in quel di Lecco. Per Katia Sala gli anni non sono passati, l’ho rivista giovanile, di gradevole aspetto, ma ciò che mi ha reso ancor più felice è stata la notizia del trattamento dei cinghiali sulle montagne manzoniane.
Tutti i valtellinesi sanno che qualche malato di mente ha introdotto i cinghiali in Valtellina. Questi “maiali” a quattro zampe, perché dei maiali hanno tutte le caratteristiche, stanno rovinando la natura valtellinese. Sono prolifici nel riprodursi ed oggi hanno appestato tutta la valle. Giustamente la fu Amministrazione Provinciale di Sondrio si era rifiutata di intervenire in modo drastico, come necessitava, perché ha avuto il sentore che l’introduzione dei cinghiali sia avvenuto da parte dei cacciatori nostri. Se così fosse quei bipedi meriterebbero il trattamento che, più avanti, riserverò a loro.
Ecco ciò che ho saputo dalla voce di Katia Sala. Katia ci ha suggerito di usare, per la eliminazione della pestilenza “cinghialesca, il metodo introdotto dai lecchesi. Non abbattimento tramite fucilate, ma l’uso delle trappole. I cinghiali rimangono imprigionati e quindi catturati. Penso che, successivamente, verranno ammazzati e la carne venduta. In tal modo, con il ricavato delle vendite, potranno pagare le spese per l’acquisto delle trappole e il dovuto ai posatori delle stesse. Quindi il tutto a costo zero. Magnifico! Se i responsabili della Provincia di Sondrio, Provincia oggi oggetto misterioso per demerito di Delrio, non ascolteranno il consiglio dei lecchesi li considereremo indegni.
Ho già scritto su questo giornale, quando gli svizzeri avevano abbattuto l’orso distinto dagli esperti con la lettera "M", che auguravo agli animalisti che un loro nipote in giovane età, e avendo la passione per raccogliere funghi, solitario, si trovasse davanti un plantigrado affamato. La chiusura del pezzo la voglio riservare ai malati di mente che hanno portato in valle i cinghiali. Li considero super pazzi e li vedrei ancorati alla gogna. Dal dizionario Garzanti: gogna=collare di ferro che teneva avvinto per la gola a una colonna. I condannati erano esposti al vituperio e allo scherno del pubblico. Questa gogna vale anche per coloro che hanno suggerito e quelli che hanno eseguito la reintroduzione degli orsi.
Giancarlo Bettini

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