Nell’estate del 2010 l’annuale edizione del Ciapèl d’oro a Castione Andevenno si arricchì di una sezione speciale dedicata al paesaggio. Oltre a confrontarsi sulla qualità del vino i produttori fecero a gara nel superarsi sulla capacità di inserimento ambientale e sulla bellezza dei terrazzamenti e dei filari, sulla conservazione delle antiche tecniche e sulla valorizzazione del contesto. Chi ebbe allora la fortuna di partecipare ai lavori della giuria si ritrovò, per alcuni giorni, a percorrere i sentieri tra i terrazzamenti dei nostri vigneti, riscoprendo punti di vista e itinerari percorsi, normalmente, solo dai produttori e da coloro che vivono il vigneto come lavoro quotidiano o come passione. In quella occasione lo stupore per un paesaggio meraviglioso e, per la maggior parte di noi, ridotto ormai solo a lontano orizzonte quotidiano ha fatto nascere una intuizione che ha generato un progressivo coinvolgimento di interesse.
I luoghi e questo stupendo paesaggio sono solo uno scenario per la produzione del vino?
La curiosità e l’interesse suscitati da questo interrogativo hanno coinvolto persone di diversa estrazione e di diversa preparazione in un lavoro comune che si è progressivamente costituito come workshop permanente a partire dal 2012. Architetti, giornalisti, laureati in Agraria e in Chimica, imprenditori, sommelier e produttori hanno cominciato a incontrarsi e a lavorare insieme, con la collaborazione decisiva del Consorzio Vini di Valtellina e della Fondazione Fojanini.
Si è deciso di prendere in considerazione tutte le attuali zone a denominazione di origine controllata e garantita del vino valtellinese (Grumello, Inferno, Sassella, Valgella e Maroggia) cercando di comprenderne la morfologia, la storia e, soprattutto, la toponomastica.
La curiosità e l’interesse suscitati da questo interrogativo hanno coinvolto persone di diversa estrazione e di diversa preparazione in un lavoro comune che si è progressivamente costituito come workshop permanente a partire dal 2012. Architetti, giornalisti, laureati in Agraria e in Chimica, imprenditori, sommelier e produttori hanno cominciato a incontrarsi e a lavorare insieme, con la collaborazione decisiva del Consorzio Vini di Valtellina e della Fondazione Fojanini.
Si è deciso di prendere in considerazione tutte le attuali zone a denominazione di origine controllata e garantita del vino valtellinese (Grumello, Inferno, Sassella, Valgella e Maroggia) cercando di comprenderne la morfologia, la storia e, soprattutto, la toponomastica.
La sorpresa e l’entusiasmo, per chi sta partecipando a questo lavoro, si sono arricchite cammin facendo. Ci si sta rendendo conto di come il vino non possa essere estrapolato dal suo contesto, dalle dinamiche che lo vedono nascere, nel rapporto secolare tra gli uomini e i luoghi. Un legame misterioso in cui l’uomo è protagonista ma non padrone assoluto. Stiamo scoprendo come i nomi dei luoghi non siano dati a caso ma corrispondano a caratteristiche specifiche dei terreni e a profumi e a bouquet diversi nello spazio di poche centinaia di metri. Il rispetto della realtà e di ciò che essa ci insegna sono fondamentali per un risultato eccezionale, come merita la nostra secolare produzione.
Un grande patrimonio di cultura si è stratificato sul territorio, con lo scorrere delle generazioni ed è in attesa di essere riletto e valorizzato. Così si sta svelando una nuova geografia dei nostri vigneti, tra chiese, castelli e antichi itinerari: una geografia viva e capace di fornire nuove proposte per il nostro futuro vitivinicolo.
I risultati del lavoro, che si protrarrà fino al 2015, saranno raccolti in una pubblicazione che verrà edita dalla Cooperativa Editoriale Quaderni Valtellinesi.
Un grande patrimonio di cultura si è stratificato sul territorio, con lo scorrere delle generazioni ed è in attesa di essere riletto e valorizzato. Così si sta svelando una nuova geografia dei nostri vigneti, tra chiese, castelli e antichi itinerari: una geografia viva e capace di fornire nuove proposte per il nostro futuro vitivinicolo.
I risultati del lavoro, che si protrarrà fino al 2015, saranno raccolti in una pubblicazione che verrà edita dalla Cooperativa Editoriale Quaderni Valtellinesi.
La Presentazione dello stato dell'arte del progetto, che è più o meno a metà strada, ha visto come relatore principale l'Architetto Dario Benetti affiancato dal suo gruppo di lavoro. L’evento si è tenuto venerdì 11 luglio 2014 dalle ore 17 presso la sede di Confindustria a Sondrio in Piazza Cavour 21.
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