L’esito delle votazioni inerenti gli emendamenti sulla riforma costituzionale al Senato contiene luci e ombre. Non è l’autonomia tout-court, quell’obiettivo che rimane per noi un ideale da seguire e da perseguire e non è nemmeno quello che speravamo di ottenere: tra le criticità del testo licenziato dal Senato spicca, nell’articolo 117 della carta costituzionale, il passaggio dell’energia a materia esclusiva di competenza statale. Dal momento che il nostro territorio mira ad avere competenza diretta sul tema, si allontanano le possibilità di raggiungere questo obiettivo e con esso rischiano di allontanarsi irrimediabilmente i canoni idrici delle grandi derivazioni e la possibilità di difendere il territorio dalla speculazione e dall’eccessivo sfruttamento idroelettrico.
D’altro canto, ci sono anche delle luci: la costituzionalizzazione della legge Delrio blinda in costituzione l’esistenza degli enti di area vasta e la menzione con il 39.500 (emendamento dei relatori Calderoli e Finocchiaro) dei territori montani crea una legittimazione di quelle “particolari forme di autonomia” conferite dalla stessa alle aree vaste interamente montane e di confine.
Abbiamo di recente menzionato che siamo di fronte a una “doppia sfida” a livello nazionale e regionale. Autonomia di Valtellina e Valchiavenna crede infatti che questo sia il momento in cui non sia produttivo prodursi in lamenti su ciò che avrebbe potuto essere ma sia piuttosto utile rimboccarsi le maniche per sfruttare al massimo gli strumenti che il nuovo quadro legislativo ci offre. Molto, anzi moltissimo dipenderà da chi siederà nel nuovo consiglio provinciale, dalla sua piattaforma politica e dalla capacità di farsi valere nei confronti della Regione. Sì perché la Legge Delrio dice tra l’altro che la regione riconosce agli enti di area vasta interamente montani
speciali forme di autonomia nella gestione delle materie che la regione stessa gestisce in forma esclusiva o in modo concorrente con lo stato.
speciali forme di autonomia nella gestione delle materie che la regione stessa gestisce in forma esclusiva o in modo concorrente con lo stato.
Ci colpisce positivamente il documento preparatorio allo statuto montano recentemente elaborato dalla CISL di Sondrio, nel quale a livello valoriale e contenutistico ci sembra di scorgere più di una traccia dei temi che riteniamo centrali: l’autonomia, la gestione diretta, responsabile e sostenibile del turismo, delle risorse boschive, delle acque e dell’ambiente in una parola delle maggiori ricchezze di Valtellina e Valchiavenna.
Riteniamo che sia auspicabile la creazione di un fronte ampio di amministratori, una sorta di lista civica provinciale, che sia capace di aggregare intorno ai temi forti della rivendicazione dell’ambiente, delle acque, del turismo e soprattutto dell’autonomia una coalizione varia e vasta, estesa al maggior numero possibile di amministrazioni e comuni, nella doppia ottica di rappresentanza territoriale e demografica. Crediamo che questa lista dovrebbe essere sganciata dai partiti: ovviamente uomini con esperienze partitiche ne faranno parte ed essa non deve nascere in opposizione alle forze esistenti, non dovrebbe tuttavia esserne succube o espressione. La Legge Delrio mette in mano ai sindaci e agli amministratori la gestione della Provincia: crediamo che sia il tempo di verificare se un gruppo di persone che conosce i problemi reali e quotidiani dei diversi paesi sia in grado di far meglio dei ‘soliti noti’ che negli ultimi decenni hanno governato l’ente provinciale.
Come da sempre ripetiamo se la nuova amministrazione fosse espressione diretta dei partiti, difficilmente gli uomini ‘locali’ di un partito avrebbero la forza necessaria per negoziare e trattare con i loro ‘fratelli maggiori’ che siedono in regione o sugli scranni parlamentari. Vorremmo che il nuovo consiglio diventasse una sorta di ‘costituente per l’autonomia’ dove i singoli consiglieri si occupino delle differenti materie ma dove tutti, e soprattutto il Presidente, siano uniti dall’intento e dall’obiettivo di ottenere da Regione Lombardia quanto ci spetta: l’autonomia su tutte le materie che ci interessano. Creiamo insieme la cultura politica e amministrativa della gestione autonoma e responsabile delle risorse e avremo in mano un patrimonio di cui tutti potremo beneficiare, anche come base per rivendicare nuove e più corpose forme di autogestione, con l’obiettivo, come sempre, di arrivare a una reale e completa Autonomia per le nostre valli.
Auspichiamo che al più presto questo fonte civico si formi e si muova, magari mosso da quel fermento che anima la nostra associazione e che SEV, Cisl e altre istituzioni locali hanno interpretato con il sopracitato documento presentato nei giorni scorsi.
Autonomia Valtellina e Valchiavenna
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