Il bilancio è ancora parziale nelle ore in cui si sta concludendo la seconda delle due giornate dello Slow Train Tour, ma è senza dubbio positivo per i commenti da parte dei giornalisti della stampa nazionale e di settore, italiani ed esteri, e per l’interesse mostrato dai tour operator.
C’è di che esserne orgogliosi. La Società di Sviluppo Locale ha costruito l’iniziativa durante due anni di lavoro, confrontandosi con tutti gli attori del territorio, a seguito dell’input avuto da Provincia, Camera di Commercio e Regione Valposchiavo, promotori e finanziatori del Progetto Valtellina Valposchiavo Expo. Il risultato è pregevole, nella forma e nella sostanza: un pacchetto turistico sui generis, di alta qualità, destinato a target mirati, che mette in mostra quanto di bello le due valli alpine hanno da offrire, da una parte all’altra del confine. Un treno d’epoca, un servizio impeccabile, un pranzo preparato da chef stellati, le eccellenze enogastronomiche, la storia, le tradizioni e il paesaggio. Una proposta non per tutti, ideata allo scopo di intercettare i visitatori dell’Expo provenienti da ogni parte del mondo che cercano nuove esperienze, lontani dalle direttrici turistiche più trafficate fra città d’arte e località balneari. Questa era l’ambizione degli enti pubblici e questo la Società di Sviluppo Locale ha realizzato con uno sguardo al futuro, poiché lo Slow Train Tour continuerà anche dopo il 2015.
La due giorni si è svolta secondo programma, con gli inevitabili ritardi accumulati per la volontà dei viaggiatori di fermarsi più a lungo nei luoghi più significativi, quali Palazzo Salis, Castel Grumello, Palazzo Vertemate, di assaporare i vini offerti in degustazione, per conoscere la storia e la cultura delle due valli. La prima giornata è vissuta in particolare sul viaggio sul treno d’epoca partito da Milano alle 11 e giunto a Tirano poco dopo le 14, quando ancora sulle eleganti carrozze gli ospiti erano seduti a tavola per il pranzo preparato dagli chef stellati. Quindi la visita alla città sul trenino giallo con due tappe: Palazzo Salis e Palazzo Torelli, sede della casa vinicola Rivetti & Lauro, per una degustazione. Da Tirano i viaggiatori si sono spostati a Bianzone, presso la tenuta La Gatta per visita alle cantine e assaggio dei vini Triacca, e successivamente hanno raggiunto Castel Grumello, presentato e raccontato nell’ambito di un’iniziativa promossa dal Distretto Culturale della Valtellina. La cena si è svolta nella cornice suggestiva dell’antica dimora che domina la valle. Oggi il gruppo è andato alla scoperta della Valposchiavo e quindi della Valchiavenna: trenino rosso da Tirano a Poschiavo con visita alla Smart Valley e degustazioni di prodotti biologici, e poi a Sankt Moritz. Da qui con l’autopostale hanno raggiunto Chiavenna per visitare Palazzo Vertemate e il Museo del Tesoro e per sostare per una degustazione al Crotto Belvedere.
Obiettivo raggiunto per la più che qualificata presenza di giornalisti, perlopiù specializzati nei settori enogastronomico e turistico, basti citare Allan Bay, l’ex direttore della Guida Michelin Fausto Arrighi, Giangiacomo Mazzucchelli di Mediaset. Quasi tutte rappresentate le testate nazionali, Corriere della Sera, Il Giorno, Il Giornale, Sole 24 Ore, oltre a riviste specializzate quali Oggi, Dove, Cucina Moderna e a periodici stranieri come Le Temps, Publico, Prima Magazine, Belfast Telegraph. I giornalisti hanno già scritto, twittato più che altro, e scriveranno dello Slow Train Tour, della Valtellina e della Valposchiavo tessendo le lodi di una proposta che hanno giudicato in maniera completamente positiva. Altrettanto importante il responso dei tour operator italiani ed esteri, ai quali spetterà il compito di vendere lo Slow Train Tour quale pacchetto turistico, per l’Expo 2015 ma non solo. Qualcosa di più di una semplice manifestazione d’interesse in alcuni casi per una proposta che ha favorevolmente impressionato.
Soddisfazione è stata espressa dall’amministratore delegato della Società di Sviluppo Locale Antonio Trivella, che ha sottolineato in primis il ruolo degli enti pubblici e dei privati che ci hanno creduto, che hanno sostenuto l’iniziativa e che vi hanno partecipato in prima persona offrendo prodotti, organizzando degustazioni, mettendo a disposizione le loro strutture. “Era un progetto difficile – commenta Trivella –, lo sapevamo fin dall’inizio, ma con determinazione abbiamo lavorato per due anni per realizzarlo e per proporlo in largo anticipo sull’inizio di Expo 2015, allo scopo di poterlo offrire ai tour operator. Il territorio ha risposto alle nostre sollecitazioni, poiché tutti hanno compreso che soltanto con una fattiva collaborazione questo progetto può essere vincente. Ora – conclude Trivella –, confortati dall’esito positivo di questo esordio, con la stessa determinazione continueremo a lavorare affinché lo Slow Train Tour si affermi quale proposta turistica durante e soprattutto dopo l’Esposizione Universale”.
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